mercoledì 2 dicembre 2015

CUCINA PUGLIESE: Sannacchiùdere

Poche settimane...e Natale arriva!
E noi della rubrica regionale L'Italia nel piatto potevamo non proporre per questo mese un tema con le ricette natalizie? E certo che no, eccovi quindi suggerimenti, idee e consigli per la tavola delle prossime .feste.

Sulla mia tavola trovate i Sannacchiùdere,  un dolce tradizionale di Taranto e provincia, un dolce povero e di conseguenza preparato con pochissimi ingredienti, delle chicche uno tira l'altro!
Ho fatto una ricerca in rete e sui libri di cucina pugliese, beh la ricetta dei Sannacchiùdere che più mi ha convinta è quella di Ornella (tarantina doc) del blog Ammodomio , direi una ricetta perfetta questa di sua zia Rachele, grande cuoca...! Mi sono venuti buonissimi e friabilissimi...grazie Ornella ! Per Natale sicuramente ne farò in abbondanza, magari anche da regalare visto il successo in famiglia!

Pur assomigliando parecchio a Struffoli napoletani e Purcedhruzzi salentini, hanno ingredienti diversi, niente uova e lievito e neanche frutta candita o essenza di fiori d'arancia.

Sannacchiùdere...da dove deriva questo nome?
In dialetto tarantino "s'hanno a chiuder" cioè "si devono chiudere" in dispensa. Una leggenda narra che  una donna in tempi di povertà, con scarti di farina e pochissimi altri ingredienti, s'inventò questo misero dolce ma che poi, immerso nel miele, divenne  buonissimo tanto che la donna fu costretta a chiudere in dispensa i "Sannachiudere" per non farli finire troppo presto dai piccoli della famiglia che apprezzarono molto questo dolce.

Dal libro di cucina pugliese di L. Sada invece: il tarantino sannachiutele non è separabile dal sal. sandùcculi, dal greco medio sentokion cioè "capsula" "cassettina". Nella forma tarantina, che è la più diffusa in Puglia, si sovrappone "zanna", cioè "dente" (cfr. ferdin. sanagghjare (= dentatura) riferendosi alla forma, come a Carosino, Grottaglie, Manduria sono detti "vangali" (da "ganga", cioè molare, dente molare).

"L'Italia nel piatto" con questo appuntamento augura Buone feste a tutti voi...ci vediamo il prossimo anno...con altre puntate tutte da scoprire!

un abbraccio MILENA

Vediamo ora la ricetta
SANNACCHIUDERE









Questi solo con zucchero a velo









Ingredienti:

500 g. di farina 00
50 g. di zucchero semolato
100 ml. di olio evo
mezzo bicchierino di anice
mezzo bicchierino di rum bianco (sostituibile con alcool per liquore)
vino bianco q.b. per impastare ( circa 1 bicchiere)
1 pizzico di sale, cannella, chiodo di garofano
1 buccia di mandarino e di arancia
olio evo per friggere ( io metà olio evo e metà strutto)
500 g. circa di miele
confettini colorati

Procedimento:

Mettere a scaldare i 100 ml. di olio evo con le bucce di mandarino e arancia, poi eliminare le bucce e far intiepidire.
Sulla spianatoia mettere la farina con lo zucchero, i liquori, i 100 g. di olio aromatizzato con le bucce di mandarino e arancia, sale, cannella, chiodo di garofano ed impastare con vino bianco fino a far diventare l'impasto morbido come quello degli gnocchi. tagliare dei pezzi, fare a rotolini e tagliare a tocchetti grandi quanto mandorle sgusciate, passarli sul dorso della grattugia proprio tipo gnocchi.
Friggerli in olio evo a poco per volta, scolarli e farli sgocciolare su carta da cucina.
Poi passarli man mano nel miele che sarà stato scaldato, adagiarli nel piatto da portata e decorare con confettini colorati.

Andiamo ora a curiosare nelle cucine delle altre regioni...quali saranno le loro specialità per il Natale?

Piemonte - Il torrone alle nocciole 

Liguria - Ravioli di pesce  

Lombardia - Bignolata mantovana 

Trentino Alto Adige - Weihnachtliches Früchtebrot

Friuli Venezia Giulia - Buaidnik 


Toscana - Cavallucci e berriquocoli di Siena

Umbria-  Pinoccate  

Marche I cavallucci di Apiro 

Abruzzo " Celli Pieni"dolci tipici della tradizione abruzzese   

Lazio: Ceciaroli 

Campania  Scialatielli bucati con i purptiell affugat

Basilicata Crispi lucani

Calabria Pitta mpigliata o pitta nchiusa  

Puglia: Sannacchiùdere

Sardegna - Pan'e Saba  



12 commenti:

  1. Ricordano moltissimo gli strufoli che si fanno anche da noi in Basilicata, oltre che in Campania. Davvero quando si comincia a mangiarli non ci si riesce a fermare più! Buonissimi!

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  2. E' vero concordo con voi somigliano agli Strufoli ( più famosi ) e forse per questo sono poco conosciuti. Ma meno male che ci siamo noi a far conoscere la tradizione culinaria delle nostre Regioni. Almeno con questa ricetta chi non tollera uova e lievito non potrà rinunciare alla dolcezza anche a Natale. Bravissimaaaaaaaaaaaaaaaaa. Un abbraccio

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  3. Non sapevo l origine del nome!!!!

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  4. Gli struffoli sono ovviamente famosi amica mia ma queste palline non hanno nulla da invidiare loro!!! WOW, li voglio provare anch'io! Tu sei sempre speciale, c'è poco da fare <3 tvb

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  5. non li conoscevo, devo dire che ispirano tantissimo.

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  6. LI CONOSCO CARA, SONO BUONISSIMI!!!COME STAI???E' MOLTO CHE NON TI SENTO!!!!BACI SABRY

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  7. sono favolosi...li preferisco con lo zucchero a velo, il miele in quantità non mi piace, lo trovo stucchevole, anche se in tanti piatti della tradizione so che è d'obbligo! bravissima!

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  8. Io li conosco come purcidduzzi (così li chiamano nella famiglia di mia zia, pugliese ma di un'altra zona)! Buoni buoni buoni.. io a quelli coperti di miele non resisto proprio!

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  9. Assomigliano alla nostra pignolata o cicerata che però sono di pasta d'uovo. Buonissimi, una tira l'altra. Un abbraccio.

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  10. Noi in abruzzo questo dolce lo chiamiamo "cicerchiata" . Buonissimo !!

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