giovedì 2 aprile 2015

CUCINA PUGLIESE: Taradde ch-u scèleppe


Eh si...proprio vero, la fretta, cattiva consigliera, a volte quando si è alle prese con qualcosa per la prima volta e frettolosamente, come una ricetta ... riesce male!!! Eppure quante volte ho visto lei, mia madre, preparare ad occhi chiusi e con maestria questi taralli, praticamente  a Pasqua erano immancabili sulla nostra tavola.
Stessi gesti, stesse scene, ogni anno si perpetuava "la devozione", già,  per lei preparare i piatti tradizionali delle feste era devozione!
Tornando alla fretta, beh è proprio la fretta che mi ha fregata, le dosi sono quelle appuntate sul suo vecchio quaderno di 40 o 50 anni fa, ancora gelosamente custodito dalla mia gemella, il sapore e la bellezza dei  taralli di mia madre me li ricordo ancora...eccome se me li ricordo! Sicuramente è andato storto qualcosa con il procedimento, la lavorazione,  i tempi...appunto, i tempi stringono, si fa di fretta e si sbaglia! Ma sbagliando si impara, ho voluto rifarli per la seconda volta, con più calma ed il risultato appena migliorato , ma... per arrivare alla bellezza e di conseguenza alla fragranza dei suoi...ce ne vuole! Ritenterò!

Oggi appuntamento imperdibile della rubrica de L'Italia nel piatto che vi propone ricette tradizionali pasquali!

Sulla mia tavola trovate appunto  Taradde ch-u scèleppe (Taralli con giulebbe).

Sono dei taralli glassati tipici del periodo pasquale, fanno bella mostra in tutte le pasticcerie e panetterie ed ogni famiglia, con piccole varianti, ne prepara in abbondanza per la Santa Pasqua.

A Bari  pare  che il giorno del Venerdì Santo venivano usati durante la processione dei "Misteri" dai bambini vestiti da "uerrìire" (guerrieri romani) che li mangiavano per sedare la fame durante le lunghe ore della processione.


Un abbraccio MILENA












Buona Pasqua a tutti voi!


...un grazie speciale a Mariarita per l'alzatina e le uova decorate...bellissime!


Ingredienti:

per i taralli:

500 g. di farina 00
4 uova grandi
50 g. di olio evo
75 g. di zucchero
2 pizzichi di sale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato di ammonio
1/2 bicchierino di alcool

per il giulebbe:

500 g. di zucchero
150 ml. circa di acqua
1 albume montato
gocce di limone




Procedimento:
per i taralli:

In una coppa montare le uova con le fruste, aggiungere man mano lo zucchero, l'olio evo, il sale, il bicarbonato e l'alcool,   poi versare poco alla volta la farina setacciata e lavorare fino a quando le fruste fanno fatica. A questo punto trasferire il composto sulla spianatoia che verrà unta di olio per facilitare la lavorazione, l'impasto risulta molto colloso e appiccicoso, eventualmente aggiungere ancora poca farina ed ungersi le mani di olio se necessario e lavorare fino a quando la massa si presenta abbastanza soffice e gonfia presentando delle bollicine. Ora si possono preparare i taralli, tagliare dei pezzi, fare dei rotolini spessi circa 2 o 3 cm. e formare tutte le  ciambelline,  nel frattempo portare sul gas una pentola con acqua,  quando sul fondo della pentola si vede un accenno di bollicine si calano i taralli, tre o quattro alla volta, aspettare che salgano a galla e scolarli, l'importante è che l'acqua non deve mai bollire, se inizia a bollire aggiungere poca acqua fredda. I taralli scolati verranno man mano adagiati su  un canovaccio pulito, una volta terminata la cottura di tutti i taralli, coprirli con un altro canovaccio e metterli ad asciugare in luogo riparato, io li ho messi nel forno spento, per almeno 5 o 6 ore, ma meglio tutta la notte.
A questo punto con un coltello affilato bisogna dare un taglio per tutta la circonferenza dei taralli che permetterà di cuocere meglio all'interno e dare la classica forma, disporli su una teglia coperta da carta da forno ed infornare per i primi 10-15 minuti a  200° circa, si vedranno i taralli lievitati e poi abbassare la temperatura a 180° per permettere la cottura completa, saranno pronti quando avranno un bel colorito dorato. Sfornare e mettere a raffreddare.

per la glassa:

Mettere lo zucchero in un tegame con lo zucchero e l'acqua e porre sul fuoco, far liquefare fino a quando arriva filo, ci accorgiamo del momento giusto per spegnere quando, mettendo fra due dita una goccia di liquido ed allargando si forma un filo. Nel frattempo avremo montato benissimo a neve l'albume con qualche goccia di limone, che aggiungeremo al giulebbe e frulleremo il tutto.

Ora si possono calare i taralli nel giulebbe oppure spennellarli  per glassarli.






Ed ora andiamo a scoprire le ricette delle altre regioni:

 Valle d'Aosta: Frittata di patate e ortiche http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/04/frittata-di-pa…sta-nel-piatto.html

Trentino-Alto Adige:  Fiadoni Trentini http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/04/fiadoni-trentini.html

Friuli-Venezia Giulia: Pinze triestine http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/pinze-triestina-per-litalia nel-piatto




Toscana: Coniglio pasqualino (o in carciofaia)



Abruzzo: :Cuori,Pupe e Cavalli di Pasqua http://ilmondodibetty.it/cuoripupe-e-cavalli-di-pasqua.html
  


Campania: Minestra Maritata di Pasqua 

  
Basilicata: Pane di Pasqua salato


  

Complimenti al blog Fornelli profumati  per aver vinto, con la sua ricetta delle sarde a beccafico il nostro contest sui piatti di pesce!


19 commenti:

  1. Io non ho mai visto quelli che preparava la tua mamma ma trovo i tuoi bellissimi!!!
    in versione dolce non li conoscevo... mi piacciono molto :-P
    un abbraccio e una serena Pasqua ^__^

    RispondiElimina
  2. Il mio link per fortuna è...perfetto e posso scoprire la tua meravigliosa ricetta!! Milly, sei sempre avanti!!! Questi taralli sono meravigliosi!!!!!!! Quanto ne vorrei uno adessoooooooooooooooooo, un bacione <3

    RispondiElimina
  3. Ciao Milena, a me sembrano perfetti anche i tuoi taralli, e penso che saranno anche buonissimi! Ti auguro una felice Pasqua e ti abbraccio forte forte, a presto :)

    RispondiElimina
  4. Milena io trovo che siano meravigliosi, come tutto quello che prepari tu del resto... comunque hai ragione, la fretta è una cattiva consigliera!!!!
    un bacio grande e ti faccio gli auguri per una buona Pasqua!

    RispondiElimina
  5. che brava che sei, sono deliziosi, lo so, li fa sempre mia suocera per Pasqua!!!!!Complimenti!!!!Me ne sporgi un paio????Baci Sabry

    RispondiElimina
  6. Milena è un lavorone,ricordo ancora quell'impasto da lavorare...olio ovunque e no raggiungevo mai il traguardo.I miei furono discreti...ci vuole esperienza così sono i dolci della tradixione.Che belli pero' li adoro e voglio imparare bene...grazie cara e tantissimi auguri a te e ai tuoi cari!

    RispondiElimina
  7. Mile ma sono bellissimi!!!! Così angelici!!! Che belle che sono le foto! Bravissima!!!! Un bacione cara e tantissimi auguri di buona Pasqua!!!!!

    RispondiElimina
  8. Sono molto belli e penso che siano anche deliziosi :)
    Non posso sapere come fossero quelli della tua mamma, ma i tuoi a me sembrano perfetti.
    Un bacio e tanti auguri di Buona Pasqua

    RispondiElimina
  9. sono bellissimi..li ho pure assaggiati anni fa, ma mi mancava il taglio per farli cuocere meglio... davvero meravigliosi! Tanti auguri di Buona Pasqua!

    RispondiElimina
  10. Buoni Milena! Che meraviglia questi taralli! Che belle tradizioni! Facciamo uno scambio?
    Buona Pasqua con tanti baci e auguri!
    Rosa

    RispondiElimina
  11. Che bella forma hanno questi taralli! Complimenti a te per averli condivisi e buona Pasqua!

    RispondiElimina
  12. Bellissimi questi taralli che anticamente si facevano anche nella mia città, e prendevano il nome di taralli annasprati.
    Auguro a te e la tua famiglia una serena Pasqua

    RispondiElimina
  13. Bellissimi e molto invitanti. Grazie per aver condiviso questa ricetta della tradizione pugliese. Buona Pasqua

    RispondiElimina
  14. Una ricetta speciale, che a me sembra perfetta, veramente bello il giulebbe e le foto sanno rendere il candore di questi dolci.

    Un abbraccio e tanti cari auguri

    RispondiElimina
  15. Complimenti per il tuo delizioso piatto !

    RispondiElimina
  16. anche se non sei contenta a me sembrano perfetti!

    RispondiElimina
  17. Qui da me se ne fanno di simili, ma senza la precottura in acqua. Siccome mi piacciono tanto, salvo la ricetta per rifarli.

    RispondiElimina
  18. anche a me sembrano bellissimi, io penso che le ricette delle mamme hanno una marcia in più l'amore e l'affetto con cui le ricordiamo, un bacione

    RispondiElimina
  19. Ma che meraviglia! Prima 'scottati' in acqua, poi cotti in forno, poi glassati! La tradizione italiana nasconde tanti segreti. Grazie per averci rivelato quello dei taradde!

    RispondiElimina