domenica 19 ottobre 2014

Crostata integrale con marmellata di amarene e pere


E' da circa un mese che sto tentando di cambiare tipo di alimentazione (problemi di trigliceridi alti soprattutto) eliminando farine bianche, zucchero bianco, grassi animali, derivati del latte... vabbè anche se il latte ormai non lo bevevo più da ormai dieci anni e passa, sostituendo il tutto con farine integrali, zucchero di canna, verdure a volontà, legumi, pesce, carne massimo una volta a settimana e frutta!
I risultati? Beh...fra qualche giorno ripeterò gli esami e vedremo...speriamo bene!!!
In bocca al lupo a me!!!!
Intanto, a prescindere dagli esami, penso di continuare su questa scia, fisicamente trovo giovamento soprattutto perché mi è completamente sparito il gonfiore perenne che avevo senza perdere peso però...eh si perché ho un peso ideale per cui spero anche di non dimagrire!!!

Alloraaaaaa...vi auguro buona Domenica lasciandovi un dolce , una crostata integrale con marmellata di amarene fatta in casa e pere, che ho preparato per i miei ospiti... sano, genuino, buonissimo,quel sapore rustico mi è piaciuto molto, leggera  e soprattutto ideale per chi ha necessità di seguire questo tipo di alimentazione senza privarsi di qualche golosità!



















Ingredienti:

300 g. di farina integrale
100 g. di zucchero di canna
120 g. di olio evo o di semi di arachidi
2 albumi
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia grattugiata di limone non trattato
marmellata di amarene fatta in casa
2 pere a fette
1 spolverata di cannella

Procedimento:

Preparare la frolla come al solito con farina, zucchero, olio, albumi montati, buccia di limone grattugiato e lievito. Fare una palla e porre in frigo per circa mezz'ora.
Poi stendere la frolla (lasciare un po' di impasto da parte) con le mani nel tegame da forno coperto con carta oleata, disporre la marmellata di amarene, sopra le fette di pere, una spolverata di cannella e il resto dell'impasto sbriciolato.
Infornare a 220° per circa 20-30 minuti.

giovedì 16 ottobre 2014

CUCINA PUGLIESE: Macedonia di frutta al Moscato di Trani DOP



Eccoci al secondo appuntamento mensile della rubrica L'Italia nel piatto e...per restare in tema con la puntata precedente (Dalla vigna alla cucina...ricordate?) oggi proseguiamo presentandovi un VINO tipico di ciascuna regione, argomento davvero imperdibile ed interessante!
Vi abbiamo convinti? 
Allora mettetevi comodi e seguiteci in questo percorso enogastronomico per assaporare le nostre eccellenze, mi raccomando...portate con voi un bel calice per brindare tutti insieme e gustando un goccino però eh... per ciascuna regione ne resterete piacevolmente inebriati e sorpresi!   

Nella mia cantina troverete il Vino Moscato di Trani DOC che ho usato per aromatizzare e rendere ancora più gradevole una semplice macedonia di frutta, ma che con il tocco del Moscato è stata davvero superlativa!!!



Il Moscato di Trani, deriva da uve Moscato bianco che in zona viene chiamato Moscato di Trani o Moscato Reale e viene prodotto essenzialmente  a Trani, una cittadina costiera a nord di Bari ed in un'estesa zona limitrofa che raggruppa altri 11 comuni.
Forse è uno dei vini più antichi della nostra regione, si afferma infatti che proprio dal porto di Trani partivano i vini indirizzati alle regioni del nord. Nella zona orientale della Puglia il commercio del vino esisteva già da quando i mercanti fenici vi si affacciarono per i primi scambi commerciali con il popolo dell'antica Puglia.

E' perfetto per accompagnare i nostri tipici dolci a base di pasta di mandorle o per i dolci tradizionali di Natale come le cartellate, ottimo anche se gustato insieme alla frutta ma anche con i nostri formaggi saporiti.

Il Moscato di Trani è un vino bianco dolce, il colore è giallo dorato con un'aroma intenso caratteristico, un gusto dolce vellutato ed una gradazione di 14,5°. 

(Notizie da una guida enogastronomica)


Se noi sappiamo gustare il
vino, il pane, l'amicizia,
sappiamo anche gustare, allo
stesso modo, ogni istante della
nostra vita, nel rispetto e
nell'ascolto silenzioso dei bei 
momenti che passano.

J. Tremolières














Ingredienti:

frutta di stagione
1 bicchiere circa di vino Moscato di Trani dolce
buccia di 1 arancia tagliata a la julienne
succo di 1 arancia non trattata
succo di 1 limone non trattato
foglioline di menta fresca
2-3 cucchiai di zucchero di canna

Procedimento:

Lavare bene tutta la frutta, sgocciolare e tagliare a piccoli pezzi in una coppa, aggiungere la buccia di arancia a la julienne, lo zucchero di canna, il succo dell'arancia e del limone, il vino e parte delle foglioline di menta tritate (altre foglioline serviranno per la decorazione), rimestare il tutto e porre in frigo la coppa coperta con pellicola per almeno 1 ora prima di gustare.

Un abbraccio MILENA

Visitiamo ora le cantine delle altre regioni:

Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzenhttp://www.afiammadolce.it/2014/10/vellutata-al-vino-lagrein-kretzen.html

Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG

Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro

Veneto: 


Piemonte: 


Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sorbetto-alla-malvasia-doc-colli.html

Lazio: Anguilla alla marinara



Abruzzo:Il Vino Pecorino d'Abruzzo 


Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/bocconcini-di-maiale-con-prugnole-e.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 


Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d'Italia.

Sicilia: Gelatine allo Zibibbo

Sardegna:

Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/









giovedì 2 ottobre 2014

CUCINA PUGLIESE: U Cuètte ( Il vincotto)

Tempo di vendemmia, di profumi che inebriano e allora... quale tema migliore per la rubrica dell'Italia nel piatto?

UVA E VINO (Dalla vigna alla cucina)... ecco il titolo per questa puntata ricca di spunti e curiosità gastronomiche!
Tutte ricette legate tra loro dal frutto della vite,  l'uva, cosi' tale e quale o prodotti derivanti dalla sua trasformazione nel nettare per eccellenza!
Nella mia cucina trovate U cuette di uva (il cotto di uva)...ecchevelodicoaffà...durante la cottura, con il suo profumo che inondava tutta la casa, ero già immersa con la mente nel periodo natalizio, già a pregustarmi "carteddate", "pettue", o "pittule", "mustazzuoli",  tutti dolci di Natale che vengono appunto conditi con il cotto di uva (o di fichi, altra prelibatezza pugliese). U cuette viene utilizzato anche per "u grane cuette" tipico piatto barese che si prepara nelle festività dei morti!

Aggirandosi, durante i giorni di vendemmia, per le vie dei nostri centri, è facile sentirsi avvolti negli odori dei mosti in ebollizione.
U cuette quindi è un denso sciroppo dal colore scuro e dal sapore dolce che si ottiene facendo sobbollire a lungo il mosto che erroneamente viene chiamato vincotto, in quanto non è il vino che si fa bollire ma il succo dell'uva appena spremuta e prima che cominci a fermentare.
Era famoso e usato all'epoca dei romani come bevanda mista a neve. Nel medioevo era adoperato nei dolci e si chiamava "careno" dal latino tardo carenum "vino dolce"  se si aggiungeva acqua al mosto e cuocendo il tutto si riduceva di 1/3 oppure "defruto" se ridotto di 1/2 o "sapa".

Il vincotto, secondo le tradizioni pugliesi, è un vero elisir di lunga vita.E' ricostituente, è un medicinale per le cure di stomaco, intestino e reni.
In Puglia è chiamato cutte, cuètte, cuttu, a Minervino Murge si dice merecutte (da merum "vino puro" più coctus).
Secondo un'antica credenza popolare, mentre il mosto bolle, sarebbe vietata la presenza di una donna estranea alla famiglia e che si trovi nel periodo mestruale, perchè il mosto andrebbe a male formando due strati: uno di zucchero alla base e l'altro acquoso in superficie!
Ma è solo una leggenda!!!

Da paese a paese cambiano i metodi di preparazione, io l'ho preparato nel modo più comune e semplice.

Notizie da "La cucina pugliese" di Sada



Vino...la feconda terra
produce col favor di tempestiva
pioggia, onde Giove le nostre
uve ingrossa: ma questo è ambrosia
e nettare celeste.

Omero, Odisssea, libro IX


Prima della ricetta...udite udite...siamo felici ed entusiasti di presentarvi il nostro nuovo blog dell'Italia nel piatto, un progetto che ci stava a cuore e che finalmente è on-line grazie all'impegno di Pasquale, Yrma, Elena, Miria...! Un blog con lo scopo di valorizzare le bellezze e le tradizioni della nostra terra!
Vi aspettiamo numerosi!!! http://litalianelpiatto.blogspot.it/













Mosto d'uva  prima della cottura, leggero e chiaro.


Mosto d'uva dopo la cottura, denso e scuro.



Per realizzare il cotto d'uva vengono usate di solito diverse varietà di uve rosse da vino, generalmente autoctone, le Primitivo, le Negroamaro, le uve baresine e l’uva Malvasia, ma vanno benissimo anche le bianche e altri tipi di uva.




Ingredienti:

5 kg. di uva matura bianca o rossa o entrambe  ( io ho usato malvasia nera)

oppure

5 l. di mosto di uva

Procedimento:

Staccare i chicchi di uva dalle raspe, lavarli e metterli a scolare per un po', poi spremerli benissimo in un contenitore, eliminare i chicchi strizzati, il liquido ricavato verrà filtrato attraverso un canovaccio pulito e messo a cuocere in un tegame di acciaio,
Una volta raggiunto il bollore , continuare la cottura a fuoco lento , ci vorranno diverse ore affinché il mosto raggiunga la giusta consistenza di uno sciroppo denso, va bene la prova del piattino, io ho impiegato almeno 4-5 ore.
Quando è pronto, spegnere il fuoco, attendere qualche minuto e versare nella bottiglia.
Tenete conto che si riduce di parecchio e da 5 l. di mosto ho ricavato meno di 1 litro e 1/2  di cotto.

 Dalla vigna alle cucine delle altre regioni...vediamo cosa hanno preparato:

Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle

Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche 

Lombardia: Risotto allo Spumeggio



Piemonte: 

Liguria:   torta di pane e miele (torta de pan e amèhttp://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-uva-e-vino.html



Toscana: Schiacciata con l'uva e crema al vin santo http://acquacottaf.blogspot.com/2014/10/schiacciata-con-luva.html








Calabria: Gurpinella di mustarda

Sicilia: La mostata siciliana

Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorle http://blog.giallozafferano.it/vickyart/tiliccas-o-caschettas-dolci-sardi-alle-mandorle
                                                   




Un abbraccio MILENA

venerdì 26 settembre 2014

Rana Pescatrice con patate al forno

Buon venerdì a tutti!

Oggi un piatto a base di pesce... la rana pescatrice, un pesce freschissimo che adoro per la sua polpa  saporita morbida e tipicamente succosa, da questo punto di vista, più simile alla carne di un crostaceo che a quella di un pesce!
A proposito...sapete perché si chiama rana pescatrice? Sul dorso ha una pinna con un ciuffetto lobato, come se fosse una canna da pesca, per cui quando una preda si avvicina attratta dalla finta esca, la rana pescatrice ne approfitta per ingoiare l'animale caduto nel trabocchetto!

L'ho preparata semplicemente, senza tanti fronzoli, al forno con le patate e ne è uscito un ottimo e gustoso secondo!

Un abbraccio Milena   
















Ingredienti:

1 rana pescatrice fresca da circa 800 g.
4-5 patate
1 decina di pomodorini ciliegini
2 spicchietti di aglio
olio evo
prezzemolo
sale e pepe

Procedimento:

Sappiate che questo pesce si riduce molto durante la cottura, si  mangia solo la coda, anche se io adoro spolparmi la testa,  per cui regolatevi per la quantità!

Pulire il pesce eliminando le interiora e tagliando con una buona forbice da cucina la bocca, io non l'ho spellato perchè penso che rimane più umido e saporito, tanto una volta cotto si spella benissimo, ma se volete potete eliminare la pelle prima della cottura con un semplice strappo e poi lavarlo velocemente. In un tegame versare un filo di olio evo, disporre le fette di patate, condite con olio evo, aglio e prezzemolo tritati finemente, sale e pepe, disporre, sopra le patate, il pesce condito sempre con olio, aglio prezzemolo, sale e pepe ed infornare a 180°-200°  per circa un'ora.





martedì 16 settembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Burrata e stracciatella... delizie e specialità pugliesi


Buongiorno a tutti,

ricordate? Ne avevamo parlato il 2 settembre scorso, oggi abbiamo il secondo appuntamento mensile dell'Italia nel piatto con il tema libero e cioè ognuno di noi è libero di proporre una ricetta che contenga un prodotto del territorio, in questo caso, protagonista sarà il formaggio e la ricetta può essere classica o modernizzata, oppure si possono far conoscere sagre e feste che animano le varie regioni durante tutto l'anno, magari descrivere o promuovere un prodotto dop o igp  o semplicemente raccontare e ritrarre le bellezze del proprio territorio!
Insomma oggi davvero una puntata da non perdere! 

E qui in Puglia? Beh...volevo farvi conoscere, per chi ancora non ha avuto la possibilità di gustare, visitando la nostra regione, la famosissima Burrata e Stracciatella pugliese, delizie e specialità a cui è impossibile resistere!



La burrata è un formaggio fresco a pasta filata, si presenta come un fagottino, rotonda, lucida, liscia e bianchissima come il latte, al suo interno un cuore cremoso e con un sapore delicatissimo e burroso.

Nasce in Puglia negli anni '20, nella zona di Andria, dal lampo di genio dei mastri casari delle antiche masserie, lo scopo era quello di riciclare (eh già...a quei tempi era importante recuperare tutto) gli straccetti di pasta filata, da qui il nome di stracciatella, che si creavano dalla lavorazione della mozzarella e che, uniti alla panna recuperata dalla parte grassa del siero, venivano poi racchiusi nel fagottino di pasta filata che veniva poi annodato. Costituiva anche una maniera alternativa di trasporto. Un tempo la burrata veniva avvolta in una foglia di asfodelo (una pianta del mediterraneo) che dava un profumo tutto particolare oltre a dare la scadenza di consumazione, infatti la burrata era buona finché la foglia non appassiva. Oggi la freschezza la si riconosce dalla superficie bella lucida, bianca e dal ripieno cremoso. I mastri casari di una volta soffiavano aria a bocca un foglio sottile di pasta filata per creare appunto il sacchetto o fagottino, oggi invece si utilizzano macchinari che filtrano e sterilizzano l'aria.
Quindi, riepilogando, la stracciatella non è altro che il ripieno godurioso e la parte migliore della burrata.




La burrata la si può gustare così al naturale freschissima per sentirne il sapore delicato, semplice ma ricercato e sofisticato, costituisce benissimo un secondo piatto, la si può accompagnare con insalate varie, pomodori o salumi. La si usa anche per arricchire sughi per la pasta, lasagne o per farcire in modo speciale pizze o torte salate. 

Molto diffusa è anche la sola stracciatella che, da ripieno della burrata, è diventata un latticino vero e proprio, viene venduta in vaschette e consiste di mozzarella sfilacciata e panna freschissima. Possiamo preparare la stracciatella anche in casa, l'importante è l'assoluta freschezza della mozzarella e della panna













Qui nella foto sotto potete vedere la burrata tagliata con il suo cuore cremoso al suo interno.


Un abbraccio Milena





Andiamo ora a curiosare i post delle altre compagne di viaggio:

Trentino-Alto AdigeLago di Tenno, Fiavè e i suoi formaggi
http://afiammadolce.blogspot.com/2014/09/lago-di-tenno-fiave-e-i-suoi-formaggi.html

Friuli-Venezia Giulia: Friuli Doc 
http://ilpiccoloartusi.blogspot.com/2014/09/friuli-doc-per-litalia-nel-piatto.html 

Lombardia: Sagra dell'uva a San Colombano al Lambro (MI)
http://kucinadikiara.blogspot.com/2014/09/sagra-delluva-san-colombano-al-lambro-mi.html

Veneto: Risotto zucca speck e Monte Veronese http://ely-tenerezze.blogspot.it/2014/09/veneto-risotto-zucca-speck-e-monte.html

Valle d'Aosta: assente

Piemonte:assente

Liguria:   Festa della patata quarantina di Montoggiohttp://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/09/litalia-nel-piatto-la-festa-delle.html

Emilia Romagna:  Crostini con squacquerone di Romagna DOP http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/09/crostini-allo-squacquerone-di-romagna.html

Lazio: Melanzane fritte con ricotta di pecora
http://beufalamode.blogspot.com/2014/09/melanzane-fritte-con-ricotta-di-pecora.html

Toscana: Zuppa tartara con la ricotta di Pienza http://acquacottaf.blogspot.com/2014/09/zuppa-tartara-con-la-ricotta-di-pienza.html

Marche: Il brodetto fanese e il festival internazionale delle zuppe di pesce  http://lacreativitaeisuoicolori.blogspot.com/2014/09/brodetto-fanese-e-il-festival.html

Abruzzo:Pallotte Cacio e Ove http://ilmondodibetty.blogspot.it/2014/09/pallotte-cacio-e-ove-per-litalia-nel.html

Umbria: Tortino di patate e cipolle con fonduta di Pecorino di Norcia   http://amichecucina.blogspot.it/2014/09/tortino-di-patate-e-cipolle-con-fonduta.html

Molise: Costumi del Molise http://lacucinadimamma-loredana.blogspot.it/2014/09/i-costumi-del-molise-per-un-nuovo.html

Basilicata: in preparazione

Campania: Focaccia di impasto liquido, con rucola,noci e caciocavallo podolico di Zungoli 
http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/09/focaccia-di-impasto-liquido-con-rucola-noci-e-caciocavallo-podolico.html

Puglia: Burrata e stracciatella:delizie e specialità pugliesi  http://breakfastdadonaflor.blogspot.it/2014/09/cucina-pugliese-burrata-e-stracciatella.html

Calabria: Spicchi di caciocavallo silano fritte 
http://ilmondodirina.blogspot.it/2014/09/fette-di-caciocavallo-silano-dop-fritte.html

Sicilia: Cacio all'argintiera http://burro-e-vaniglia.blogspot.com/2014/09/cacio-allargintiera-per-litalia-nel.html

Sardegna: assente

mercoledì 3 settembre 2014

Tubetti in brodo di pesce lucerna


Ormai l'avrete capito che con i piatti a base di pesce, non necessariamente pregiati ehh...anzi spesso proprio i cosiddetti pesci poveri risultano saporitissimi, ci vado proprio a nozze, è così versatile, ci fai primo e secondo e...il pranzo è servito, bastano pochissimi ingredienti...eh si perchè  a me il pesce piace gustarlo il più naturale possibile..e si porta il mare a tavola, i metodi di cottura sono vari e ci si può sbizzarrire con varie ricette! Insomma, non disdegno la carne...ma il pesce rimane sempre il mio piatto preferito!

Il pesce lucerna , detto anche pesce prete o uranoscopus (nome scientifico), ha la testa molto grande e piatta, gli occhi sono piccoli e rivolti verso l'alto, caratteristica che ha dato il nome al pesce (uranoscopus = guardare  il cielo) o come il prete che alza gli occhi al cielo! Il  colore è bianco sul ventre mentre il dorso e i fianchi sono bruni.

E' uno dei migliori  per zuppe di pesce, brodi di pesce, umidi saporiti. In generale si tratta come un piccolo scorfano. A tranci o filetti è un fritto formidabile!

Oggi ve lo propongo in semplice brodetto di pesce, che solitamente lo preparo nella stagione più fredda, ma ieri, che caldo proprio non era, avevo proprio bisogno di un piatto brodoso, leggero ma gustoso!











Ingredienti:

1/2 kg. di pesce lucerna
200 g. di tubetti
6 o 7 pomodori maturi della marina
1 spicchio di aglio
prezzemolo
olio evo
sale q.b.
peperoncino a piacere

Procedimento:

Pulire il pesce eliminando le interiora, lavarlo e mettere a scolare.
Nel frattempo fare un soffritto con l'aglio tritato (o intero) e poco peperoncino nell'olio evo, appena comincia ad imbiondirsi aggiungere i pomodori rossi maturi, lavati e sminuzzati, far soffriggere per 5 minuti circa, poi aggiungere abbastanza acqua per condire la pasta e far cuocere ancora per altri 15 minuti circa. Poi mettere il pesce nel brodetto, poco prezzemolo tritato e portare a cottura, ci vorranno all'incirca altri 20-30 minuti.
Lessare i tubetti al dente, scolare bene, impiattare e condire con il brodetto di pesce e altro prezzemolo fresco tritato.

martedì 2 settembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Spaghetti con fagiolini pinti

Eccoci qua nuovamente, dopo la pausa estiva, con la rubrica dell'ITALIA NEL PIATTO...e con una bella novità...abbiamo "quasi" riunito l'Italia, ebbene si...siamo contentissimi che il resto delle regioni mancanti si sono aggiunte al nostro gruppo...tranne il Piemonte, ma sono certa che ce la faremo prossimamente ad essere al completo!
Un grande benvenuto alle new entry: Michela (A tutto pepe),  Marco (Il piccolo artrusi), Cri (Beuf a la mode), Giovanna (Acqua cotta e fantasia), Elisabbetta (Il mondo di Betty), Raffaella (Profumo di cannella) e Annalisa (Burro e vaniglia)!

Un'altra novità è che abbiamo cambiato il giorno di uscita della rubrica e quindi da oggi  il 2 di ogni mese sarà il giorno della pubblicazione della ricetta regionale, inoltre avremo una seconda uscita il 16 di ogni mese con tema libero!

Il tema di questo appuntamento è: Frutta e verdura di fine estate!

Sulla mia tavola trovate: SPAGHETTI CON FAGIOLINI PINTI


I  fagiolini "pinti"  o "occhipinti" sono una specialità tipica pugliese. Sono simili ai tondini ma più sottili, lunghi e con sfumature che vanno dal verde al viola, sono ottimi con la pasta...la morte loro, ma si possono gustare benissimo in tutti i modi con cui si preparano i fagiolini classici!
Hanno un sapore gradevolissimo e profumato...insomma se li trovate, anche se ormai siamo alla fine della loro stagione, non fateveli sfuggire, sono troppo buoni!
Una caratteristica di questo piatto, ma penso che sia solo del mio paese, è che nel sughetto non deve mancare un piccolo peperone verde del tipo cornetto che ben si sposa con il sapore dei fagiolini pinti!,
Unico neo...sono un po' cari, ma ogni tanto si può fare uno strappo alla regola per godere di questo piatto, ne vale davvero la pena!


















Ingredienti:

1/2 kg. di fagiolini pinti
300 g. di spaghetti
700 g. circa di pomodori freschi e passati
1 spicchio di aglio
sale
olio evo
cacioricotta
1 o 2 peperoni verdi cornetti (facoltativo)

Procedimento

Preparare il sughetto facendo appena soffriggere l'aglio tritato o intero nell'olio evo, aggiungere poi la salsa di pomodoro, il peperone verde (a piacere), un po' di sale e far cuocere.
Nel frattempo spuntare i fagiolini, lavarli e metterli a lessare in abbondante acqua salata. Quando sono cotti scolarli senza buttare via l'acqua di cottura e metterli ad insaporire nel tegame del sugo.
Nella stessa acqua di cottura dei fagiolini lessare al dente gli spaghetti, scolarli e condirli con il sugo ed i fagiolini, impiattare e cospargere con una bella manciata di cacioricotta grattugiato!


Trentino-Alto Adige: Zuppa di finferli  http://afiammadolce.blogspot.com/2014/09/zuppa-di-finferli.html




Valle d'Aosta: Gnocchi di barbabietola con fonduta al Bleu d'Aoste http://atuttopepe.blogspot.com/2014/09/la-valle-daosta-nel-piatto-gnocchi-di.html

Piemonte:









Basilicata: Strazzata di Noepoli - pizza in teglia con peperoni e pomodori http://blog.alice.tv/profumodicannella/2014/09/02/pizza-in-teglia-con-pomodori-e-peperoni-la-strazzata-di-mia-nonna/







Un abbraccio MILENA

venerdì 25 luglio 2014

Polpette fritte di riso

Della serie....non si butta via niente!
Sono nate cosi' queste sfiziose polpette fritte di riso, avevo ancora poco riso lessato avanzato dal giorno precedente, in frigo qualche ingrediente, pochi per essere utilizzati in altre preparazioni e allora....via a queste polpette  fritte, gustose e invitanti!
A volte mi capita di avere poche idee per preparare il pranzo, ma poi mi rendo conto che basta aprire il frigo, la lampadina si accende e...voilà, di sicuro qualcosa esce fuori da preparare come questi bocconcini, veloci facili e soprattutto...uno tira l'altro!

E con queste bombette...vi auguro un felice fine settimana!


















Ingredienti:

250 g. di riso
2 uova
farina
pangrattato
olio di semi arachidi
2 mozzarelline
3 fette di prosciutto cotto
sale e pepe

formaggio grana grattugiato 

Procedimento:

Lessare il riso al dente, scolare e metterlo in una coppa, aggiungere un uovo, un pizzico di sale e pepe, formaggio grana grattugiato e mescolare bene. Formare delle polpette dopo aver messo al centro pezzettini di mozzarelle  e prosciutto cotto, poi infarinarle, passarle nell'altro uovo sbattuto e poi nel pangrattato.
Friggere in abbondante olio di semi di arachidi e poi scolare su carta da cucina.
Servirle  belle calde!