giovedì 2 novembre 2017

CUCINA PUGLIESE: Orecchiette e cavoli

E che "cavoli"...è già novembre?!

E noi del gruppo de  L'Italia nel piatto dedichiamo questo nuovo appuntamento mensile alle ricette tipiche regionali che oggi saranno appunto tutte a base di questo ottimo e salutare ortaggio: il CAVOLO.
Il nostro gruppo si arricchisce di altre due belle regioni e diamo il benvenuto a Valentina per la Valle d'Aosta e ad Alessandra per il Trentino.

In Puglia il cavolfiore occupa circa 2 mila ettari con varietà locali, a infiorescenze colorate (verdi, violacee e rosate) e con la varietà "precoce di Jesi" del tipo "Show Ball", a infiorescenza bianca, molto serrata, globosa, tenera, carnosa e dolciastra allo stato giovanile. Il cavolo broccolo, invece, è molto richiesto dai mercati extraregionali. E' da ricordare il cavolo verza, dalle foglie verde chiaro, sottili, glauche, strettamente serrate in strati globosi compatti. Ed ancora il cavolo cappuccio dall'infiorescenza tondeggiante, conica od appiattita, di colore rosa o verde scuro, con foglie spesse e corrugate e coste pronunciate. Il cavolfiore verde invece ha la "testa" medio grossa, compatta, pesante e di un colore verde brillante. Le piante sono vigorose, uniformi e coprono le teste proteggendole dal freddo, hanno un sapore eccellente.
E che dire del valore biologico e delle virtù terapeutiche di questo ortaggio? Cento grammi di cavolo assicurano all'organismo circa 36 calorie tra glicidi, proteine e zuccheri. Fra le vitamine quelle del gruppo B e dosi maggiori di A, D, E, H. Nel cavolo si annidano anche tutti i sali minerali utili all'organismo ed è indicato per combattere l'anemia.

La mia proposta per questa puntata è un piatto tipico barese: orecchiette e cavoli con il lardo, il cavolo è quello verde che a mio parere è molto saporito e gustoso.
Variazioni di questo piatto sono l'aggiunta di un sughetto di pomodoro, mollica fritta, acciughe oppure semplicemente condite con olio a crudo per un piatto più salutare.









Ingredienti:

1 cavolo verde da circa 1 kg.
300 g. di orecchiette grandi fresche
200 g. di lardo con cotenna
1 spicchio di aglio
pangrattato fritto (a piacere)
sale e pepe
olio evo
pecorino grattugiato
Procedimento:

Mondare il cavolo tagliandolo a piccole cimette, lavare ripetutamente e mettere a scolare.
In un tegame far soffriggere nell'olio  lo spicchio di aglio tritato (o intero) , aggiungere il lardo tagliato a piccoli pezzi, sale e far cuocere.
Nel frattempo mettere a lessare le cimette di cavoli in abbondante acqua salata ed in una pentola grande da contenere poi anche le orecchiette. Regolatevi per la cottura del cavolo, c'è a chi piace come me molto cotto, quasi spappolato e a chi, come mio marito piace vedere le cimette nel piatto quasi intere.
Preparare anche il soffritto del pangrattato con un filo di olio evo.
Far cuocere quasi del tutto le cimette e 5-6  minuti prima di spegnere il gas aggiungere le orecchiette e portare a cottura.
Scolare bene cavoli ed orecchiette e condire con il lardo.
Impiattare e spolverizzare di pangrattato fritto, pepe e pecorino grattugiato.



Ecco le proposte delle altre compagne di questo viaggio gastronomico:

Valle d’Aosta: frecachà de tartifle http://www.acasadivale.ifood.it/201...
Liguria: preboggion di patate e cavolo nero https://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Lombardia: Minestrone alla milanese http://www.kucinadikiara.it/2017/11...
Trentino Alto Adige: Insalata di cappucci altoatesina http://www.dolcementeinventando.com/...
Emilia Romagna: Cavolfiore alla Romagnola dell’Artusi https://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Cavolo nero con le fette https://acquacottaf.blogspot.com/20...
Umbria: Frittelle di cavolfiore https://www.dueamicheincucina.it/20...
Abruzzo: Verza cappuccia con alici http://ilmondodibetty.it/verza-cappuccia-con-le-alici/
Campania: Pasta e cavolfiore alla napoletana https://fusillialtegamino.blogspot.it/...
Puglia: Orecchiette e cavoli https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Calabria: Zuppa ‘e cavuli https://ilmondodirina.blogspot.com/...
Sicilia: Pasta con Broccolo "Arriminata" http://www.profumodisicilia.net/201...

lunedì 2 ottobre 2017

CUCINA PUGLIESE: Ceci neri con peperoni fritti

Con l'arrivo dell'autunno e dei primi freddi si sente il bisogno di piatti caldi e sostanziosi ed oggi, noi della rubrica L'Italia nel piatto vi proponiamo ricette tipiche regionali a base di LEGUMI!

 Per la Puglia propongo un piatto tipico del mio paese: Ceci neri con peperoni, un piatto che spesso preparava mia madre e mia nonna.


I ceci neri  sono dei legumi insoliti ma tanto gustosi, tipici nella zona della Murgia carsica barese, a sud est di Bari ed in particolare la zona che comprende i comuni di Acquaviva delle Fonti, Cassano delle Murge e Santeramo in Colle. Un legume per la cucina povera e che i contadini piantavano per il loro sostentamento. 
Oggi questo legume è stato rivalutato tanto da diventare Presidio Slow Food e tutelato con il marchio Prodotti di Qualità di Puglia.

Il cece nero si raccoglie ad agosto ed essiccato e si trova tutto l'anno. L'aspetto è diverso dal comune cece, è più piccolo, scuro e più duro, la buccia è rugosa e irregolare e proprio per la consistenza della buccia ha bisogno di molte ore di ammollo e di una cottura di circa 2 ore, in compenso però è molto gustoso e saporito. Tanto ricchi di vitamine e minerali che pare in passato fossero consigliati alle donne in gravidanza. 

I ceci neri sostituiscono degnamente i ceci bianchi in cucina e trovano posto in svariate ricette, con la pasta, con insalate, con il pesce, in zuppa ecc. 















Ingredienti:

Per i ceci neri:

300 g. di ceci neri
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
1 gambo di sedano
olio evo
sale

Per i peperoni:

200 g. di peperoni verdi
200 g. di pomodorini ciliegia
1 spicchio di aglio
peperoncino (a piacere)
olio evo
sale

Procedimento:

Lavare i ceci ed eliminare eventuali impurità, mettere a bagno in una coppa con un mezzo cucchiaino di bicarbonato per un giorno.
Poi eliminare l'acqua, passarli velocemente sotto l'acqua corrente e metterli a cuocere in un tegame, meglio se è di coccio, coperti di acqua e con lo spicchio di aglio, il gambo di sedano, la foglia di alloro e olio evo. Far cuocere a fiamma bassa, in circa 1 ora e mezza, massimo 2 ore, saranno belli cotti, poco prima della fine cottura salare.
Nel frattempo preparare i peperoni, che saranno lasciati interi, facendoli soffriggere in un tegame con l'olio evo e lo spicchio di aglio, poi aggiungere i pomodorini tagliuzzati, peperoncino e sale e portare a cottura.

Impiattare i ceci neri aggiungendo qualche peperone verde con il sughetto e accompagnati da pane tostato.

Andiamo ora a scoprire le gustose ricette delle altre regioni:

Lombardia: Insalata di nervetti (nervitt in insalàda) http://www.kucinadikiara.it/2017/10...
Emilia Romagna: Maltagliati con i fagioli https://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Fagioli al fiasco https://acquacottaf.blogspot.com/20...
Umbria: Lenticchie di Colfiorito e salsicce https://www.dueamicheincucina.it/20...
Lazio: Pasta e fagioli con le cotiche http://www.silviaferrante.com/2017/...

Abruzzo: Minestra di lenticchie e scarola http://ilmondodibetty.it/minestra-lenticchie-e-scarola/
Puglia: Ceci neri con peperoni fritti https://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Sicilia: Favetta cu'i Guidi e Pani Caliatu http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Fagioli alla Gallurese https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

sabato 2 settembre 2017

CUCINA REGIONALE: Uva sotto spirito

Eccoci qua...dopo le ferie ritorniamo noi del gruppo L'Italia nel piatto per continuare l'interessante percorso culinario all'insegna della cucina tipica regionale!
L'appuntamento di oggi è dedicato alla FRUTTA DI SETTEMBRE!

La mia proposta è una conserva a base di uva sotto spirito visto che dei cari amici ci avevano regalato una bella cassetta di uva Vittoria. Ideale da gustare nelle serate invernali, oppure per arricchire macedonie o dolci.  

Le principali varietà d'uva da tavola coltivate in Puglia sono:
  • Con semi - Italia, Vittoria, Red Globe, Palieri,  Regina.
  • Senza semi (seedless) - Sugraone, Crimson, Black Magic. 
La "Uva di Puglia IGP" è una denominazione IGP della regione Puglia, relativa alle province di BariBrindisiTarantoFoggiaLecceBarletta-Andria-Trani. La denominazione Uva di Puglia IGP per la merceologia Frutta esiste dal 2010 ed è una delle più importanti IGP della regione Puglia.

CARATTERISTICHE PRODOTTO

L’I.G.P. “Uva di Puglia” è riservata all'uva da tavola delle varietà Italia b., Regina b. Victoria b., Michele Palieri n., Red Globe rs. 

La Puglia viticola presenta una tipica produzione di elevatissimo pregio, quale è appunto la sua uva da tavola, apprezzata sui mercati europei
E' pugliese ben il 70% dell'uva da tavola esportata dal nostro Paese all'estero, soprattutto in Germania, Francia, Belgio, Regno Unito, Svizzera, Austria. Le province maggiormente interessate dalla produzione di uva da tavola sono Bari e Taranto, mentre le altre province pugliesi coltivano essenzialmente uva da vino.
L'uva consumata allo stato fresco assicura all'organismo principi nutritivi, valori energetici ed elementi teraupetici di notevole importanza. Nell'va sono presenti tanti sali minerali e vitamine. Con i suoi sali di potassio è anche cardiotonica. L'uva secondo illustri clinici andrebbe mangiata al mattino.















Ingredienti:
1 kg. di uva (io ho usato l'uva Vittoria)
150 g, di zucchero
700 ml. di alcool 95°
stecca di cannella
poca buccia di limone (non trattato) a julienne

Procedimento:
Lavare benissimo l'uva, staccare i chicchi tagliando con le forbici in modo da lasciare metà picciolo e mettere a scolare. Adagiare i chicchi su un canovaccio pulito e farli asciugare completamente. Disporre i chicchi d'uva nel barattolo, aggiungere una stecca di cannella, la buccia di limone a julienne e lo zucchero, infine coprire di alcool. Conservare in luogo fresco. Saranno pronti da gustare dopo 2 mesi, nel frattempo ricordarsi di scuotere periodicamente il barattolo per far sciogliere meglio lo zucchero.

Vediamo ora cosa hanno preparato di buono le rappresentanti delle altre regioni:

Liguria: prescinseua con mirtilli https://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Lombardia: La Torta Bertolina http://www.kucinadikiara.it/2017/09...
Veneto: Sugoli, i budini antichi con il mosto d'uva http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Emilia Romagna: La torta di fichi di Albarola https://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Schiacciata con i fichi https://acquacottaf.blogspot.com/20...
Campania: Biscotti caffè e nocciole https://fusillialtegamino.blogspot.com/...
Sicilia: Charlotte al Mascarpone con Pesche del Mojo e un tuffo nelle Gole dell’Alcantara
Sardegna: Mele Miali in sciroppo di Moscadeddu della Romangia https://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

domenica 2 luglio 2017

CUCINA PUGLIESE: Il pasticciotto salentino


Estate con sagre, fiere e mercati, questo il titolo dell'appuntamento mensile con la rubrica L'Italia nel piatto!
Girovagando per la Puglia in estate, soprattutto nei paesini caratteristici è facile imbattersi in sagre, fiere e mercatini, feste di paese che rallegrano piazze e vicoletti, con musica, spettacoli e degustazioni gastronomiche con piatti tipici della zona.

Una festa che è giunta ormai alla 10° edizione è quella del famoso PASTICCIOTTO SALENTINO, organizzata dal comune di Surano il 28 luglio, un inno a questa prelibatezza salentina. Ogni anno questo evento riscuote sempre grande successo attirando turisti e salentini che si riversano nelle stradine del centro storico del paese.
L'associazione dei pasticceri salentini produrrà sul posto i pasticciotti che verranno distribuiti gratuitamente.
Per le vie del piccolo centro di Surano si potranno anche degustare piatti della tradizione e prodotti locali di qualità come formaggi, salumi, conserve, friselle, vini ecc.
La festa del pasticciotto è un evento che il comune realizza per la promozione del territorio e dei prodotti salentini, ma anche per offrire a tutti una occasione per trascorrere una serata in allegria e relax! Se vi trovate da quelle parti in quel periodo, non fatevi sfuggire questa serata e....soprattutto non perdetevi l'occasione di assaggiare il pasticciotto, uno scrigno di frolla friabilissima che racchiude una golosa crema pasticcera!


Un abbraccio MILENA


Un po' di storia.
Un primo documento testimonia che il pasticciotto è risalente al 1707, come si scopre nell'archivio della Curia vescovile di Nardò, nell'inventario stilato il 27 luglio 1707 in occasione della morte di Mons. Orazio Fortunato, tra le altre masserizie compaiono:"barchiglie di rame da far pasticciotto numero otto".
Un'altra versione vede la nascita del pasticciotto nel 1745 a Galatina nella bottega della famiglia Ascalone durante i festeggiamenti di San Paolo, guaritore delle tarantate. Nicola Ascalone si tormentava per portare innovazione e originalità nella sua bottega di pasticceria in quel periodo critico della sua attività e tra una torta ed un dolce si ritrovò tra le mani poco impasto e poca crema che non sarebbero bastati a preparare un'altra torta. Decise comunque di utilizzare quei resti mettendoli in un piccolo contenitore di rame realizzando così una piccolissima torta di crema che lui stesso definì un pasticcio. Messo in forno ugualmente, lo regalò poi ad un passante al quale piacque così tanto che ne ordinò altri da portare in famiglia. Insomma, fu subito un successo e da quel giorno nacque "il pasticciotto de lu Scalone"che divenne un dolce tipico salentino.


La città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell'elenco dei prodotti agroalimentare tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell'art.8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n.173)











I classici stampini per realizzare i pasticciotti








Ingredienti:

Per la frolla:

250 g. di farina 00
125 g. di zucchero
125 g. di strutto
2 uova
1 buccia di limone grattugiato
1 cucchiaino di lievito per dolci
tuorlo d'uovo per spennellare

Per la crema pasticcera

1/2 l. di latte
50 g. di farina 00
100 g. di zucchero
3 tuorli
1 buccia di limone grattugiato

Procedimento:

Preparare la crema pasticcera che deve essere abbastanza fredda e sostenuta prima di farcire la torta.
Nel tegame versare la farina e lo zucchero, miscelare, poi aggiungere a filo il latte ed amalgamare gli ingredienti, sbattere leggermente i tuorli e versarli nel composto sempre mescolando, infine grattugiare direttamente nel tegame la buccia di limone, portare sul fuoco e far addensare sempre mescolando con un cucchiaio di legno, far raffreddare completamente.
Poi preparare la frolla versando a fontana la farina sulla spianatoia, al centro inserire lo zucchero, le uova leggermente sbattute, lo strutto (i veri pasticciotti sono con lo strutto e non con il burro, ho anche provato con il burro ma sono più stucchevoli, molto più buoni con lo strutto ) la buccia grattugiata di limone e il lievito, impastare velocemente fino a far diventare l'impasto bello liscio e setoso, formare una palla, avvolgere in pellicola e mettere a riposare in frigo almeno per un'oretta, si può anche prepararlo la sera prima, tenendolo in frigo la notte.
Riprendere la frolla, staccare piccoli pezzi, fare delle palline, poi stendere sulla spianatoia con il mattarello ad uno spessore di circa 5 mm. e dando una forma ovale, foderare le formine, riempire di crema pasticcera e ricoprire con altra frolla, chiudendo bene i bordi, spennellare infine con tuorlo d'uovo.
Infornare a 200° per 30-40 minuti circa.
I pasticciotti si gustano tiepidi.



Andiamo ora a scoprire le sagre delle altre regioni partecipanti:


Liguria: le turle e la festa delle erbe nella valle Arroscia http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Lombardia: La Sagra dei Chisciöi in Valtellina http://www.kucinadikiara.it/2017/07...
Veneto: La sagra del pesce di Chioggia - 80a edizione http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Friuli-Venezia Giulia: Festa del Prosciutto di Sauris http://ilpiccoloartusi.weebly.com/g...
Toscana: I brigidini di Lamporecchio http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Umbria: Crostini al tartufo scorzone http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: La Sagra del Pesce Fritto http://ilmondodibetty.it/la-sagra-d...

Lazio: La Panzanella
Campania: Confettura di melanzane al peperoncino per "la Sagra della Melanzana a Santa Maria la Carità" 2017 http://fusillialtegamino.blogspot.com/...
Puglia: Il pasticciotto salentino http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Calabria: Sagra della nduja di Spilinga http://ilmondodirina.blogspot.com/2...
Sicilia: Insalata di Tombarello e Patate http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Porchettone con crema di scorzone (Tartufo nero estivo) http://dolcitentazionidautore.blogspot.it/2017/07/porchettone-con-crema-di-scorzone.html

venerdì 2 giugno 2017

CUCINA PUGLIESE: Cavatelli con le cozze

Puntata particolare per la rubrica L'Italia nel piatto, un percorso oggi dedicato ad un alimento che tutti noi italiani (e non solo) amiamo: la pasta!
Fresca, fatta a mano o artigianale, secca e con i più svariati condimenti non manca mai sulla nostra tavola!
Il titolo di questo appuntamento infatti è: L'ITALIA IN...PASTA! Evviva la pasta!

Quante storie si raccontano sulla nascita delle paste secche! Lo storico della gastronomia pugliese, Luigi Sada, con l'aiuto di indiscutibili documenti ricostruì negli anni Sessanta la storia della pasta secca e dimostrò che è un alimento connesso al nomadismo; Furono gli arabi che per primi essiccarono la pasta per una maggiore conservazione. La più antica documentazione è quella dell'arabo Idrisi che ne Il libro di Ruggero ( del 1155 circa) scrisse che il primo luogo di produzione dei vermicelli essiccati (itrya) fu Trabia, piccolo paese vicino Termini Imerese (Pa), all'epoca ricco di mulini. "Si caricavano dromoni di vermicelli e spedivansi in tutta la parte terminale della Penisola e in tanti altri paesi Cristiani e Musulmani".
La storia è lunga...!

Ma noi pugliesi quanto amiamo la pasta? Tantissimo... e tantissimi sono i formati delle nostre paste:
Anelline (anellini) Ascene du ppépe (peperini) Bavétte (bavette) Calzengìedde (calzoncino) Cannaruèzzele (cannellino) Capìedde de prèvete (cappelli da prete) Cappuci de monacu (pizzicarelli) Capunde (capunti, cavatelli lunghi)  Cavatiedde (cavatelli) Cherrènde (regina) Chjancarèdde (pianetta)  Cingule (cavatelli) Cuècce (coccino)  Filatielle (vermicelli) Gnicchettele (gnocchetti) Lacana (lasagna) Laganédde (lasagnetta)  Maccàrone (maccherone)  Maccarune cu freciedde  (fascioni) Nocchètte (nodello) Paciacche (strascinati grossi) Padernèste ( paternostro) Pezzecariiedde ( pizzicarelli)  Quadrucce (quadrucci) Rasscktieddi (raschiatelli)  Rècchje (orecchia) Recchjetèdde (orecchietta) Sagne (lasagne) Sckaffone ( cannellone) Strascenate ( strscinato) Tria (taglierini) Triddhi (maltriti)  Vremeciedde (vermicelli)  Zetòne (zita grossa) Zite (zita).....e tante tante altre ancora, la lista è troppa lunga!!

La mia proposta per la Puglia è un formato di pasta fresca, i cavatelli che, insieme alle orecchiette (la regina fra le nostre paste tradizionali) arricchiscono i nostri primi piatti!
I cavatelli sono di semola di grano duro come tutta la nostra pasta ed hanno una forma allungata ed incavata verso l'interno e si prestano benissimo ad accogliere i vari condimenti.
La versione di oggi è con le cozze, un piatto gustosissimo al profumo e sapore di mare, un piatto che preparo spesso e che piace sempre.

Un abbraccio MILENA

CAVATELLI CON LE COZZE
















Ingredienti:

350 g. di cavatelli freschi
1 kg. di cozze
250 g. di ciliegini
1 spicchio di aglio
olio evo 
prezzemolo tritato
poco sale
pepe o peperoncino

Procedimento:

Pulire le cozze staccandole una ad una dalla corda, staccare quel baffetto (il bisso) che
fuoriesce dalle valve,  sotto l'acqua corrente strofinarle vigorosamente fra di loro per eliminare varie incrostazioni  o denti di cane (quelle piccole conchiglie attaccate) oppure strofinarle semplicemente con sale e risciacquare.
Qualche cozza andrà ancora raschiate bene con un coltellino o con una retina di acciaio ( che userete solo per questo uso), queste andranno con tutta la buccia nel sughetto ( per la decorazione del piatto) Ora procedere aprendo il resto delle cozze con il coltellino adatto , far scorrere le due valve fra di loro in modo da creare uno spazietto per infilare il coltellino che farete scorrere internamente alla cozza staccando il frutto  e infine aprendo completamente le valve. Teniamo una coppetta sotto le mani per raccogliere oltre il frutto anche un pò della loro acqua che filtrerete, ma quando infilate il coltellino fatelo fuori della coppetta, perchè se la cozza non dovesse essere buona rischiamo di buttare poi l'intera coppetta con le cozze buone. 
In un tegame mettere a soffriggere nell'olio evo per un po' l'aglio tritato, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a piccoli pezzi, il peperoncino oppure il pepe e poco sale, far cuocere per circa 15 minuti, quando si restringe un po aggiungere un po di liquido filtrato delle cozze, le cozze a frutto netto e quelle poche con la buccia. A fiamma vivace ora basteranno pochissimi minuti per la cottura delle cozze che devono rimanere belle vive, attenzione a non farle cuocere troppo, si scuriscono e perdono sapore  
Lessare i cavatelli freschi  in abbondante acqua salata, scolare bene e saltarli nel tegame delle cozze.



Importante: le cozze vanno pulite a crudo, inutile aprire le cozze prima sul fuoco e poi metterle nel sughetto, il sapore cambia eccome, dal giorno alla notte, se proprio non riuscite ad aprirle, meglio comprarle a frutto netto dal vostro rivenditore di fiducia!
Impiattare aggiungendo una bella manciata di prezzemolo fresco tritato.

Continua il nostro tragitto all'insegna della pasta, andiamo a scoprire i profumi delle cucine delle altre regioni, oggi si aggiungono altre rappresentanti : per la Sicilia Laura del blog “I sapori di Sicilia” , per la Campania Natalia di “Fusilli al tegamino” e per il Piemonte Marianna di “Fiordipistacchio”, a loro un grande benvenuto nel gruppo!





Lombardia: Pasta al Gorgonzola http://www.kucinadikiara.it/2017/06...
Veneto: Tagliatelle con i piselli freschi ovvero le “tajadele coi bisi” : http://www.ilfiordicappero.com/2017...
Friuli-Venezia Giulia: Blecs alla morchia http://ilpiccoloartusi.weebly.com/f...
Emilia Romagna: Farfalle all’uovo fatte in casa http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Pici all’aglione http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Umbria: Umbricelli al pecorino http://www.dueamicheincucina.ifood.it/...
Abruzzo: Ravioli di carne al sugo abruzzese http://ilmondodibetty.it/ravioli-di...
Puglia: Cavatelli con le cozze http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Sicilia: Spaghetti con pomodorini arrostiti e melanzane - http://www.profumodisicilia.net/201...
Sardegna: Maccarones de Busa http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...