martedì 16 dicembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Seuppa à la Valpellenentse (Zuppa alla Valdostana)


Oggi una puntata specialissima dell'Italia nel Piatto con un tema a noi caro:

TI REGALO UNA RICETTA ( scambio di ricette tra regioni)!!!

Mancano pochi giorni al Santo Natale e come da tradizione, anche quest'anno noi del gruppo siamo stati felici ed entusiasti di "donare" una ricetta a scelta al rappresentante di un'altra regione!

Ma sapete come ho immaginato questo scambio?

Beh...con la fantasia  ho concepito nella mia mente l'Italia come una grandissima tavolata ricca di piatti...piatti della tradizione, carichi di calore, carichi di passione, carichi di profumi e sapori che si diffondono in lungo ed in largo per tutta la nostra meravigliosa terra...e questi piatti che passano da una regione all'altra, come quando siamo veramente seduti alla nostra tavola per "condividere" il cibo con gli altri commensali!
Una scena bellissima!
Ecco...è proprio questo lo spirito che ci anima, la condivisione!!!

Io ho avuto il piacere immenso di ricevere in dono una ricetta tipica della tradizione valdostana di Michela del blog A tutto pepe della bellissima Valle d'Aosta, una ricetta, cara Michela, che è stata davvero una coccola incredibile, preparata tra l'altro anche in una giornata freddina, per cui è scivolata giu' che è stata una delizia!
Grazie mille cara <3!

Un abbraccio MILENA




Seuppa à la Valpellenentse  (Zuppa alla Valdostana)


 













Ingredienti:

8 fette di pane bianco casereccio
50 g. di pane di segale grattugiato
6 foglie di verza
150 g. di Fontina
2 cucchiai di burro
brodo di carne q.b.
1 pizzico di cannella

Procedimento

Preparare per prima cosa un brodo di carne come vostro solito; lavare e tagliare la verza eliminando la parte più dura delle foglie, tostare le fette di pane nel burro, disporle in fondo ad una pirofila e coprire con una metà della Fontina.
Poi fare uno strato di foglie di verza, cospargere di pane di segale grattugiato , coprire con altre quattro fette di pane e terminare con un altro strato di Fontina.Aggiungere il brodo fino a coprire la fontina e spolverare con un pizzico di cannella e con del burro fuso.
Infornare a 190° per circa 20 minuti.

Ed ora andiamo a curiosare i doni che hanno ricevuto le altre regioni:

Trentino-Alto Adige:  Gli spaghetti della vigilia a Palma Campaniahttp://www.afiammadolce.it/2014/12/spaghetti-della-vigilia-palma-campania.html
  



  



Toscana: Tozzetti ai pistacchi, ricetta del Lazio http://acquacottaf.blogspot.com/2014/12/tozzetti-ai-pistacchi.html


Abruzzo:Frustingolo ricetta tipica delle Marche
   





  


E sempre in tema di condivisione...potete partecipare a questa raccolta di ricette tradizionali della vostra regione...su forza andate a dare un'occhiata a questo link, vi aspettiamo!

http://litalianelpiatto.blogspot.it/2014/12/raccolta-di-dicembre-ricette-natalizie.html





http://litalianelpiatto.blogspot.it/





domenica 14 dicembre 2014

Minchiareddhi integrali con gamberi

Ormai sto prendendo sempre più pratica a preparare la pasta fatta in casa...e chi mi ferma più!
Bastano pochi e ottimi ingredienti per rendere un piatto di pasta fresca davvero speciale, come questi michiareddhi o maccaruni, pasta fresca tipica leccese realizzati con il ferretto, date un'occhiata qui per vedere come si realizzano.

Questa volta ho usato la farina integrale, è da un bel po' di tempo che uso prodotti integrali e mi sono ormai così abituata che non riesco più a farne a meno!
Un primo di mare che andrebbe benissimo anche per la cena della vigilia di Natale, visto che la tradizione vuole piatti a base di pesce!

Il sapore rustico della pasta abbinata al profumo di mare dei gamberetti freschi...ecchevidevodi'...l'abbiamo gustata parecchio!













Ingredienti:

300 g. di minchiareddhi
400g. di gamberetti freschi
300 g. di ciliegini
1 spicchio di aglio
prezzemolo tritato
olio evo q.b.
peperoncino

Procedimento:

Lavare e pulire i gamberi eliminando parte della testa.
In un tegame abbastanza capiente da contenere poi anche la pasta, far rosolare nell'olio evo l'aglio tritato, aggiungere qualche gamberetto e una punta di peperoncino, soffriggere per un po' e poi mettere i pomodorini ciliegini tagliati a pezzi, far cuocere ed infine aggiungere il resto dei gamberetti che dovranno cuocere per circa dieci minuti, se sono più grandi allungare la cottura.
Nel frattempo lessare la pasta, scolarla bene e farla saltare nel sughetto dei gamberetti.
Impiattare aggiungendo una manciata di prezzemolo fresco tritato.

martedì 2 dicembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Pane fenìscke


Ieri ho provato una  strana sensazione tuffandomi nell'atmosfera natalizia che ho cominciato ad assaporare mentre mi accingevo  a preparare qualche addobbo per le feste a casa...mah...di sera, maniche corte, piedi nudi, finestre aperte...insomma l'aria non era proprio quella bella fredda e frizzantina tipica di questo periodo, ma siamo sicuri che si avvicina il Natale?
Beh... direi proprio di siiii...tolti dagli scatoloni albero, ghirlande, una miriade di pigne, la casetta di Gesù bambino e decori vari, la casa si sta pian piano vestendo a festa...ma soprattutto, oggi 2 dicembre, c'è l'appuntamento con la rubrica dell'Italia nel piatto ed il tema di questa puntata è: RICETTE NATALIZIE..! Ecco, oggi vi faremo immergere totalmente nel clima natalizio con tante ricette tipiche e tradizionali che porteremo sulle nostre tavole di Natale! Sulla mia troverete... il Pane feniscke 

Sfogliando il libro "La cucina pugliese"di Luigi Sada, mi ha incuriosito parecchio il pane feniscke, ma cos'è... mai mangiato....e mai sentito parlare di questo dolce! Insomma, altro non è che un dolce a base di vincotto di uva o di fichi, semola, aromi, spezie, frutta secca ed abbellito con confettini colorati! 
Un dolce ormai abbandonato e dimenticato...peccato ...con ingredienti semplici e poveri ma di una bontà e golosità e con un profumo speziato che mi ha davvero sorpresa! Una cosa è certa... è da riproporre sulla mia tavola di Natale, mi dispiacerebbe davvero non far conoscere questo antico dolce natalizio della tradizione! 

E' detto anche Schiavonesco o Panvinesco, ma ha anche altre denominazioni, come dicevo nel titolo pane finescke a Bari, pane menìscke in provincia, scavenìsche nel Brindisino, sckaunizzu nel Tarantino, scauniscu nel  Leccese. Potrebbe sembrare il "pampepato", ma il nostro è diverso.

La prima testimonianza è del 1680, il Pacichelli, che in quell'anno viaggiò in Capitanata e nel resto della Puglia, nel suo libro Il regno di Napoli in prospettiva fece cenno appunto ad un certo pane di farina grossa (semola) detto Schiavonesco, con cannella ed altri aromi e che veniva dato anche in dote alle fanciulle. Anche il Corrado nel suo "Notiziario..." del 1792, l'arcivescovo Capecelatro di Taranto (1802) ed altri confermano l'esistenza di questo dolce nostrano da oltre tre secoli.
Il nome Schiavonesco indica più che la provenienza, il particolare colore scuro dato dal vincotto.

Non ho trovato dosi per questa ricetta, come tante di una volta,  d'altronde quante nostre nonne e mamme preparavano "ad occhio", adattando poi a proprio gusto! La consistenza del pane feniscke dev'essere quella di una specie di polenta non troppo densa, per cui ho cercato almeno di quantificare la semola in base al vincotto. 

Beh...con questo dolce, nella sua semplicità, ma colorato, allegro e soprattutto goloso ...l'aria di Natale ci sta tutta!!!

Ed ora...prima della ricetta, una novità da non perdere, una bellissima iniziativa che vi consiglio di andare subito a leggere a questo link http://litalianelpiatto.blogspot.it/p/regolamento.html

Un abbraccio MILENA

Pane feniscke
















Ingredienti:

300 g. di vincotto di fichi o di uva
150 g. circa di semola
una manciata di frutta secca tritata ( mandorle, noci)
1 cucchiaio colmo di zucchero
2 cucchiai di cacao amaro
cannella
qualche chiodo di garofano pestati
1 buccia di arancia grattugiata
1 buccia di mandarino grattugiato

Procedimento:

Mettere il vincotto in una pentola sul fuoco con lo zucchero, il cacao amaro, cannella e chiodi di garofano, le bucce grattugiate di arancia e mandarino, quando bolle versare a pioggia la semola per quanta ne assorbe, io ho calcolato circa 150 g., mescolare energicamente fino ad avere la consistenza  di una polentina non troppo densa. Quando è pronta aggiungere la frutta secca tritata grossolanamente e mescolare, versare poi sul piatto di portata, livellare con un coltello bagnato a lama liscia e decorare con confettini colorati. Far raffreddare e servire nei piattini oppure si possono anche tagliare a piccolo pezzi e servirli nei pirottini come fossero cioccolatini morbidi.


Queste le prelibatezze di tutte le regioni italiane:

Trentino-Alto Adige: Husarenkrapfen 
http://www.afiammadolce.it/2014/12/husarenkrapfen.html
  

Lombardia: Il torrone di Cremona

Veneto: Bussolà http://ely-tenerezze.blogspot.com/2014/12/bussola.html






Abruzzo:Il Parrozzo 



Basilicata: Fritti di Natale - calzoncini, rosette e cannaricoli
http://blog.alice.tv/profumodicannella/2014/12/02/fritti-di-natale-calzoncini-rosette-e-cannaricoli/

Campania: Spaghetti alle vongole veraci, piatto della vigilia -http://www.isaporidelmediterraneo.it/2014/12/spaghetti-alle-vongole-veraci-piatto.html













domenica 23 novembre 2014

Crostata di mele, confettura di uva e riso soffiato

Addolciamo la Domenica con un dolce semplice, ma tanto invitante, goloso, ma soprattutto sano e genuino?

Con una crostata di mele, con marmellata di uva (home made) e riso soffiato arricchiremo una bella colazione o un fine pasto, preparata con farina integrale!
Ecchevidevodì...sarà che mi è stata consigliata un'alimentazione eliminando la farina bianca, ma anche lo zucchero bianco ehhh...sarà che sto gustando molto il sapore rustico che la farina integrale dona ai dolci ma anche a pasta, pane, focacce ecc., per cui da qualche mese sto seguendo questa linea alimentare un po' più salubre e naturale!

Un abbraccio a tutti voi... MILENA
















Ingredienti:

250 g. di farina integrale
100 g. di zucchero di canna
120 g. di olio evo o di semi di arachidi
2 albumi
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia grattugiata di limone non trattato
confettura di uva fatta in casa
1-2 mele a fette
1 spolverata di cannella
riso soffiato
zucchero a velo

Procedimento:

Preparare la frolla come al solito con farina, zucchero, olio, albumi montati, buccia di limone grattugiato e lievito. Fare una palla e porre in frigo per circa mezz'ora.
Poi stendere la frolla con le mani nel tegame da forno coperto con carta oleata, spalmare la confettura di uva, disporre sopra le fette di mele, una spolverata di zucchero di canna, cannella ed una manciata di riso soffiato .
Infornare a 220° per circa 20-30 minuti.
Sfornare e quando è fredda spolverare di zucchero a velo.

domenica 16 novembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Recchjetèdde e cardengiedde


Buongiorno e buona Domenica a tutti voi!

Eccoci all'appuntamento della rubrica L'Italia nel piatto  (il nostro blog dove potete trovare tutte le puntate dei nostri percorsi gastronomici) che oggi vi propone una fantastica e rigenerante passeggiata in lungo e in largo fra i boschi della nostra splendida penisola, sarete invasi da quel caratteristico profumo... tipico dei prodotti offerti dal bosco!

Allora...forza,  seguiteci in questo viaggio particolare...vi faremo gustare piatti gustosi preparati con ...I DONI DEL BOSCO (tartufi, funghi, castagne), ma si parla anche di sagre, eventi, feste o prodotti tipici...questo il tema di oggi!

Nella mia cucina trovate recchjetèdde e cardengiedde (orecchiette e cardoncelli).

Parlando del fungo cardoncello è d'obbligo fare cenno all'Alta Murgia che rappresenta l'elemento dominante del paesaggio nella Puglia centrale, un territorio contraddistinto da un'affascinante sequenza di creste rocciose, doline, dolci colline, grotte carsiche, scarpate ripide, lame, estesi pascoli naturali, boschi di querce e conifere, dove il continuo operato della natura si mescola con quello dell'uomo che ha costruito masserie in pietra, a volte fortificate e dotate di torrette di avvistamento per difendersi dall'attacco dei predoni e provviste di recinti e stalle per le greggi, cisterne, chiesette.
Il paesaggio murgiano è uno dei luoghi più caratteristici dell'area mediterranea.
Gli sfondi cambiano ad ogni stagione: in primavera possiamo ammirare, nel verde intenso dei campi di grano le splendide fioriture dei tulipani selvatici, dei gladioli e delle orchidee, mentre i boschi si colorano del rosso delle peonie, del giallo della ferula e del rosa dell'asfodelo. In autunno fanno capolino dalle nude pietre dei costoni rocciosi e dai numerosi muretti a secco ciclamini e colchici, mentre in inverno ammiriamo i frutti rossi del biancospino e il blu del prugnolo. Nei crepuscoli estivi assistiamo al ritorno dei falchi grillai sui posatoi per il riposo notturno e nelle calde giornate estive è facile imbattersi in ghiandaie, upupe, poiane o ramarri e lucidi serpenti che godono del tepore del suolo.

Il fungo cardoncello è uno dei simboli dell'altopiano delle Murge appulo-lucane, è proprio qui che si concentra la maggior parte della produzione spontanea e coltivata perchè in questi terreni trova il suo habitat ideale.
Il cardoncello rappresenta uno dei protagonisti delle pietanze tipiche di quest'area. E' uno dei funghi più buoni e prelibati, di colore scuro, carnoso e dal sapore inconfondibile.
Si può consumare crudo, fritto, arrosto, gratinato, trifolato, abbinato a tanti piatti a base di pasta, riso, con carne, pesce, legumi e verdure.

Notizie dal web


un abbraccio MILENA



















Ingredienti:

700 g. di funghi cardoncelli (anche altri tipi funghi vanno bene)
400 g. di orecchiette fresche
250 g. di pomodorini ciliegini
2 spicchi di aglio
1 peperoncino
olio evo
vino bianco secco
prezzemolo fresco tritato
sale q.b.
formaggio pecorino grattugiato facoltativo ( per me senza)

Procedimento:

Per prima cosa pulire bene i funghi tagliando parte del gambo, lavare velocemente sotto acqua corrente per eliminare il terriccio che si deposita fra le lamelle, mettere a scolare strizzando leggermente.
in un capiente tegame, mettere l'olio evo, l'aglio tritato e peperoncino, far soffriggere appena, aggiungere i funghi tagliati a fette, lasciandone qualcuno piccolo intero per la decorazione, soffriggere per una decina di minuti, sfumare con il vino bianco, far evaporare il liquido e poi aggiungere i ciliegini tagliati a pezzi, salare e portare a cottura.
Nel frattempo lessare le orecchiette in abbondante acqua salata, scolare e farle saltare nel tegame dei funghi per qualche minuto.
Impiattare aggiungendo prezzemolo fresco tritato.





E qui le ricette delle altre regioni:


Trentino-Alto Adige: Crostatine ai funghi mi sti di bosco
  
Friuli-Venezia Giulia: Strùcul di mont 

Lombardia: Foiade di castagne ai funghi porcini

Veneto: Budin con la farina de maròn


Liguria:  tocco de funzi  

Emilia Romagna: Tagliatelle di castagne con sugo di funghi 

Lazio: Frittelle di castagne e mele

Toscana: Necci

Marche:  Il tartufo e la 49° fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna

Abruzzo:Funghi all'Abruzzese

Molise: Zuppa di lenticchie di Capracotta e castagne 

Umbria: Costolette d'agnello con roveja e tartufo 

Basilicata: Polpette al vino rosso con cardoncelli e lampascioni in agrodolce


Calabria: Il castagnaccio dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso

Sardegna: Fregola con funghi e salsiccia ricetta sarda http://blog.giallozafferano.it/vickyart/fregola-con-funghi-salsiccia-ricetta-sarda




domenica 2 novembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Cavatelli, cozze e fagioli

Lei, seduta alla seggtedd (sediolina realizzata su misura), beh… era piuttosto bassina,  con la sua tipica calma, estroversa e sempre allegra, con la dolcezza dei suoi occhi verdi… jecchie d’ gatt (occhi di gatta) la chiamava lui e con i suoi attrezzi preferiti, u’ laganar (mattarello), a sferr (coltello speciale con punta arrotondata e lama liscia  che custodiva gelosamente) e u’tavljir ( spianatoia) era  intenta a realizzare,  con le sue mani paffutelle e con gesti veloci  e decisi,  strascinate, cavatelli, lagane, tagliolini ecc.

Ci metteva tutto l’amore,  come quel grande amore, noto a tutti, che lega il pugliese alla pasta che ha sempre arricchito le povere tavole e le sontuose mense!

Lui, invece, il sig. Precisino, accigliato, rigoroso, esigente…solo in apparenza però, sotto sotto era amabile e di una gentilezza estrema e sempre pronto alla conversazione. Dopo il lavoro, rientrava a casa quasi sempre  con il sacchettino del suo cibo preferito…le cozze nere tarantine,  ne era così ghiotto che al primo assaggio le sue pupille cominciavano pian piano  a roteare!

Lei, mia madre.
Lui, mio padre.


A loro dedico questo post, a loro che mi hanno permesso di trascorrere una felice infanzia, in una città che mi è rimasta nel cuore, Taranto!  

La coltivazione delle cozze nere avviene in diverse città marinare italiane, ma è il mare di Taranto che luccica dei mitili pregiati, la loro crescita è favorita dai fertili pascoli situati vicini a dolci sorgenti, dette citri, dei due mari di Taranto!

I mitili

Cozze! Poema marino,
sogno d'Apocalisse, vertigine
della ghiottoneria, gemme polpose,
cozze nere al lattime,
cozzarelle, cozze pelose,
ricordi di gaudio,
pegni d'amore,
doni di nozze
al pan grattato e al formaggio
cozze,cozze,cozze.

(Carlo Veneziani di Leporano) 

Alloraaaaa....benvenuti all'appuntamento della rubrica L'Italia nel piatto che oggi ha come tema il Comfort food, il piatto che ci coccola, ci consola, il piatto ricco di ricordi, spesso legato a delle persone a noi care oppure ad un periodo felice! Insomma il cibo che ci fa star bene in tutti i sensi!
Ecco,  uno dei miei piatti preferiti è appunto cavatelli,cozze e fagioli, un piatto che solo a sentirne il profumo mi porta piacevolmente indietro nel tempo e che mi emoziona ogni volta!
La pasta fresca fatta in casa l'adoro, da poco tempo mi sono cimentata a prepaparla, non ci crederete ma, come per mia madre all'epoca, anche per me sta diventando un momento di vero e puro rilassamento!
E le cozze...? Ah le cozze, ecchevelodicoaffà...io le mangerei anche a colazione, come dicevo prima ho vissuto da bambina a Taranto ed è da allora che me ne  sono innamorata! 
Ghiotta come mio padre? Di più!
  
Insomma...in questo piatto sapori e profumi di mare e terra  si fondono in un connubio perfetto...uno dei tanti piatti che rispecchiano la nostra cucina pugliese che, con un solo particolare aggettivo, potremmo definire...solare!!!












E questo piattino di cozze crude è il mio antipasto preferito in assoluto....ecco solo a guardare la foto le mie pupille cominciano a fare le giravolte!!!















Ingredienti per i fagioli:

300 g. di fagioli bianchi secchi
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
1 gambo di sedano
olio evo q.b.
2-3 ciliegini
peperoncino a piacere
1 pizzico di sale
Ingredienti per le cozze:

600 g. di cozze nere
1 spicchio di aglio
prezzemolo
olio evo q.b.
250 g. di pomodorini ciliegini
1 pizzico di sale

300 g. di cavatelli di farina  integrali o di semola di grano duro fatti in casa (o comprati)

Procedimento:

Fagioli
Per prima cosa lavare i fagioli, metterli in una pentola con l'olio evo e tutti gli odori, coprire di acqua e portare a cottura sul fuoco basso. A fine cottura salare leggermente.

Pulitura cozze
Nel frattempo pulire le cozze staccandole una ad una dalla corda, staccare quel baffetto (il bisso) che
fuoriesce dalle valve,  metterle in una coppa con poca acqua fredda e strofinarle vigorosamente fra di loro per eliminare varie incrostazioni  o denti di cane (quelle piccole conchiglie attaccate) cambiare spesso l'acqua mentre si lavano fino a quando è pulita oppure strofinarle semplicemente con sale e risciacquare.

Parte delle cozze andranno ancora raschiate bene con un coltellino o con una retina di acciaio, queste andranno con tutta la buccia nel sughetto.Ora procedere aprendo il resto delle cozze con il coltellino adatto , far scorrere le due valve fra di loro in modo da creare uno spazietto per infilare il coltellino che farete scorrere internamente alla cozza staccando il frutto  e infine aprendo completamente le valve. Teniamo una coppetta sotto le mani per raccogliere oltre il frutto anche un pò della loro acqua che filtrerete, ma quando infilate il coltellino fatelo fuori della coppetta, perchè se la cozza non dovesse essere buona rischiamo di buttare poi l'intera coppetta con le cozze buone. 


Sugo di cozze
In un tegame mettere a soffriggere nell'olio evo per un po' l'aglio tritato e poco prezzemolo tritato, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a piccoli pezzi, far cuocere per circa 15 minuti. Infine aggiungere sia le cozze con le bucce che quelle senza la buccia.

Cavatelli
Lessare i cavatelli fatti in casa che ho preparato con farina integrale (per il procedimento vedere qui ) oppure quelli comprati, in abbondante acqua salata.

Impiattamento
Unire i fagioli alle cozze e far insaporire  sul fuoco per qualche minuto in un tegame grande.
Scolare i cavatelli,  unirli alle cozze e fagioli e far amalgamare bene il tutto.
Impiattare e aggiungere altro prezzemolo fresco tritato.








Andiamo ora subito a sentire i profumi delle altre cucine regionali:


Trentino-Alto Adige:  Pane di molche (El Pam de molche) con le noci 
  
Friuli-Venezia Giulia:  Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante 

Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)

Veneto: Pearà


Piemonte: 




Lazio: Minestra di ceci e castagne 



  


Basilicata: Lagane e ceci






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