sabato 16 maggio 2015

CUCINA PUGLIESE: Ciliegie sotto spirito

"Una tira l'altra".
Quante volte abbiamo detto o sentito dire questa frase con riferimento ad una leccornia a cui non sappiamo resistere, che mangeremmo volentieri all'infinito, senza sosta.
"Come le ciliegie".
Golose, invitanti, dolci, con quel colore rosso festaiolo a dare rapidamente un tocco di allegria!

La puntata di oggi della rubrica L'Italia nel piatto è dedicata alla frutta e verdura igp o della zona e non potevo non proporvi appunto le ciliegie, frutta tipica pugliese di questo periodo che arricchisce le nostre tavole!

In Puglia la coltura delle ciliegie si caratterizza quasi in ogni campo e, se un tempo era contenuta entro i limiti produttivi adeguati ai fabbisogni familiari dei coltivatori, oggi invece ha assunto un ampliamento sorprendente e importanza economico-sociale soprattutto negli agri di Conversano, Castellana, Turi, Casamassima e Sammichele nonché in quelli di Ruvo, Molfetta e Bisceglie.
Molteplici sono le varietà di ciliegie che si coltivano in Puglia ma è la ciliegia "Ferrovia" di Turi che la fa da padrona, è la regina, è quella che si fa attendere e desiderare!
Una ciliegia polposa e profumata, apprezzata ormai in tutto il mondo,.
Le prime notizie della ciliegia ferrovia si hanno nel 1935.
Diverse sono le versioni sulle sue origini: gli abitanti del vicino comune di Sammichele rivendicano la sua derivazione dal nome dato ad un albero nato da un nocciolo vicino ad un binario della stazione del paese; un'altra ipotesi è che il nome derivi dal fatto che il frutto si manteneva bene durante i trasporti ferroviari per l'esportazione. Certo è che l'albero nacque da un nocciolo arrivato qui forse da qualche migrante o soldato tedesco ( la pianta dovrebbe essere di origine tedesca).
La massima raccolta si ha a fine maggio-inizio giugno,
I frutti hanno una particolare forma a cuore, sono di un colore rosso vivo e la polpa è soda e dolce.
Nel mese di giugno a Turi si tiene anche una sagra dedicata a questo prezioso frutto.
In cucina le ciliege si prestano a svariate preparazioni di dolci, confetture, mostarde, sotto spirito o con la grappa o maraschino.

CILIEGIE SOTTO SPIRITO

Di solito preparo le ciliegie sotto spirito con la qualità "Ferrovia" che sono belle grosse, polpose e sode, ma bisogna aspettare fine maggio o inizio giugno.
Questa volta ho iniziato con le prime ciliege, ma ho fatto giusto un vasetto, sicuramente non appena saranno disponibili le ferrovia a fine mese ne farò ancora di ciliege sotto spirito, o con la grappa, ottime da gustare ai primi freddi invernali...se arrivano!

Un abbraccio MILENA
















E queste le famose ciliegie "Ferrovia", foto scattate lo scorso anno nella campagna di una cara amica! 








Ingredienti:

ciliegie
alcool a 90°
1-2 cucchiai di zucchero per vaso
zeste di limone (facoltativo)

Procedimento:

Scegliere delle belle ciliegie, devono essere sode, polpose e non ammaccate, tagliare il picciolo in modo che resti attaccato alla ciliegia circa un cm., lavarle bene e delicatamente, asciugarle, disporre nei vasetti pressando appena senza romperle, aggiungere un cucchiaio di zucchero e a piacere zeste di limone fresco e non trattato, riempire i vasetti di alcool fino a coprire le ciliegie e chiudere ermeticamente.
Attendere un paio di mesi prima di consumare.







Andiamo a scoprire ora prodotti e ricette delle altre regioni:

  
Friuli-Venezia Giulia: Mela Zeuka 

Veneto: Quiche di bietole alla veneziana e pomodorini

Lombardia: Mela della Valtellina e Pera di Mantova IGP

   
Emilia Romagna: Clafoutis al cioccolato con pere dell'Emilia Romagna IGP http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2015/05/clafoutis-al-cioccolato-e-pere.html

Toscana: La cipolla di Certaldo nell'insalata di tonno e fagioli
  
Umbria: Gnocchi di patate rosse di Colfiorito IGP alle erbe campagnole dell'Umbria   

Abruzzo:La Carota del Fucino IGP http://ilmondodibetty.it/la-carota-del-fucino-igp/

Molise: La Limoncella del Molise - Limoncelle al forno



Basilicata: Torta di fragole Candonga


Calabria:Cipolle di Tropea IGP in agrodolce

Sicilia: La carota novella di Ispica IGP 
  


venerdì 8 maggio 2015

Carciofini sott'olio


Tempo di carciofini... approfittiamo allora a farne conserve per gustarli poi a piacere durante l'anno!
Ma vaaaa...durante l'anno?
Ancora prima di bollirli, padre e figlio hanno cominciato a mangiarne crudi, erano piccoli piccoli, una volta bolliti, altro round...essì perché a mio figlio non piacciono sott'olio, ovviamente il marito continua a fargli compagnia nonostante la mia lotta a cacciarli via dalla cucina!
Morale...da 100 carciofini a malapena ne sono usciti quattro vasettini...troppo pochi! Beh...spero di farne ancora!

La primavera è il periodo giusto per conservare questo splendido prodotto della terra, sono ideali per farcire gustosi panini e da servire come antipasto o contorno!
Vi assicuro che il lavoro viene ricompensato dalla loro speciale bontà!


















Ingredienti:

100 carciofini (quasi)
1 l. di aceto di vino bianco
1 kg. di limoni
olio evo
aglio
prezzemolo o menta
pepe in grani o peperoncino
sale

Procedimento:

Munirsi per prima cosa di guanti per non ritrovarsi poi le mani annerite e di tanta pazienza!.
Preparare una coppa grande con acqua fredda e il succo dei limoni, mettere anche le bucce dei limoni.
Cominciare a pulire i carciofini eliminando le foglie esterne, tagliare le punte e le basi arrotondando a cono, immergerli nell'acqua acidulata di limoni per un po'.
Nel frattempo mettere a bollire 1 l. di aceto con 1 l. acqua (oppure meno acqua se vi piace più il sapore dell'aceto) ed una manciatina di sale, quando bolle versare i carciofini che saranno stati ben scolati, aspettare che riprende il bollore e farli cuocere per 3 o 4 minuti (dipende dalla grandezza, i miei erano davvero mignon e li ho tenuti appena 3 minuti dal bollore).
Scolarli e metterli ad asciugare per circa un'ora nello scolapasta coperto con un canovaccio oppure sistemarli tutti a testa in giù su un canovaccio e coperti con un altro canovaccio.
Una volta freddati sistemarli nei vasetti puliti e sterilizzati comprimendoli delicatamente e  alternandoli a piacere con aglio, prezzemolo o menta, pepe in grani o peperoncino.
Coprire di ottimo olio evo e fare attenzione prima di riporli di controllare il livello dell'olio, nel caso aggiungerne fino a coprirli.

Ho fatto una prova con due vasetti senza olio e condimento, per accontentare mio figlio!
Una parte di carciofini li ho scolati bene bene ed ancora caldi li ho invasati, capovolgendo subito i barattolini, ovviamente per un consumo brevissimo, ma la prossima volta, dopo aver chiuso bene i vasetti li metterò a sterilizzare per avere una scadenza maggiore di consumo.

sabato 2 maggio 2015

CUCINA PUGLIESE: La focaccia alla barese


Altro giro gastronomico di ricette tipiche regionali...ideali da preparare per una gitarella fuori porta, al mare, in campagna, in montagna, insomma piatti facili da trasportare e da gustare all'aria aperta!
Il tema di oggi della rubrica L'Italia nel piatto è appunto: Il pic nic!

Non ho avuto dubbi su cosa preparare per questo appuntamento...la focaccia barese, un'emblema della cucina tipica barese, il cibo da strada per eccellenza, il cibo che..."oggi si va al mare, allora una ruota di focaccia e..via", il cibo che allieta ogni pranzo, cena, spuntino e merenda, insomma il cibo che tutti, ma proprio tutti adoriamo!
Alta o bassa, con patate o senza, semplice o farcita, accompagnata da un'ottima birra fresca, è sempre presente sulle nostre tavole pugliesi!
Ma è soprattutto a Bari che c'è il culto della focaccia...bassa, semplicemente con pomodori olive baresane, origano e...tanto oleosa, praticamente una goduria!
Non è facile arrivare al risultato delle focacce che si possono gustare nei vari panifici sparsi nella città, ma devo dire che con questa  mi sono avvicinata parecchio!

Un abbraccio MILENA





















Ingredienti:

1/2 kg. di farina 00
15 g. di lievito di birra
1 cucchiaio raso di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
350 ml. circa di acqua tiepida
olio evo q.b.
origano
olive baresane in acqua ( ma vanno bene anche altri tipi di olive)
pomodori ciliegia o pomodori di stagione
qualche cucchiaio di passata di pomodoro (facoltativo)

Procedimento:

Sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di acqua tiepida, mettere la farina a fontana sulla spianatoia, al centro versare lo zucchero, il lievito sciolto ed in un angolo esterno alla farina aggiungere il sale, man mano che si versa l'acqua al centro impastare e lavorare un po, l'impasto non deve risultare ne troppo duro ma nemmeno liquido, insomma deve essere abbastanza morbido e liscio.
In un tegame di 40 cm. di diametro versare l'olio evo in modo da coprire tutto il fondo, adagiare l'impasto al centro, coprire con un canovaccio e mettere nel forno spento e chiuso a lievitare per circa 2 ore.
Quando la massa è lievitata allargarla delicatamente con le dita facendo delle fossette, cospargere a piacere un po' di passata di pomodoro su tutta la superficie,oppure solo le ciliegine tagliate a metà, questa operazione è bene farla direttamente sulla focaccia in modo che tutto il succo dei pomodori non si perda, poi origano, olive, un pizzico di sale ed irrorare con un filo di ottimo olio evo, mettere a riposare ancora per 15-20 minuti e poi infornare alla massima temperatura in forno statico,il mio arriva a 250°, per 5-10 minuti sul fondo del forno, poi passare la teglia a metà livello per altri 20 minuti circa o fino a completa doratura.
I bordi saranno bruciacchiati ed il centro deve rimanere più soffice...sarà questo il momento di sfornare!





Vediamo ora le delizie che hanno preparato le altre regioni:

 Trentino-Alto Adige: La Pinza di Donna Simonahttp://www.afiammadolce.ifood.it/2015/05/la-pinza-di-donna-simona.html


Lombardia: Frittata con le cipolle (Fritada cun le sigule)



Toscana: Pan del pescatore
  



Campania: Frittata di spaghetti alla napoletana



Calabria:Pitta ripiena con tonno e cipolle rosse di Tropea

giovedì 16 aprile 2015

CUCINA PUGLIESE: Piselli e carciofi ripieni

L'appuntamento di oggi della rubrica L'Italia nel piatto è tutto dedicato ai prodotti e ricette primaverili, piatti leggeri, freschi e genuini.

La Puglia...terra di carciofi ma, anche piselli, fave, fagioli, lenticchie, ceci, sono prodotti di colture di antica  tradizione agricola pugliese.
La mia proposta è un piatto tipico barese, Carciofi ripieni con i piselli freschi, un binomio perfetto che unisce il sapore un po' amarognolo dei carciofi al gusto dolciastro dei piselli, insomma ne nasce un piatto davvero squisito, sano e nutriente.
I piselli freschi insieme alle fave fresche, in questo periodo dominano le nostre tavole, ne facciamo scorte soprattutto di piselli che raccolti e puliti, vengono surgelati per poi gustarne a piacere in svariate preparazioni!
Andiamo allora a vedere la ricetta!

Un abbraccio MILENA











Ingredienti:

6 carciofi
1/2 kg. di piselli freschi
1 cipolla
olio evo
sale e pepe
1 limone

per il ripieno:

2 uova
formaggio pecorino grattugiato
poco pane raffermo
prezzemolo
sale e pepe
1 spicchio di aglio tritato
Procedimento:

Pulire i carciofi togliendo le foglie più dure, pareggiare la base in modo che poi stiano ben seduti nel tegame ed allargare il centro, pulire e tagliare a pezzi anche la parte superiore e tenera del gambo e mettere il tutto per un po' in una coppa acidulata con il limone.
In una pentola mettere a soffriggere nell'olio evo per un pò la cipolla tritata , aggiungere poi i piselli freschi, coprire di acqua e far cuocere per circa 20 minuti a fuoco medio.Nel frattempo preparare il ripieno che non sarà molto sodo, in una ciotola sbattere le uova, aggiungere sale, pepe, prezzemolo tritato, formaggio pecorino grattugiato ed il pane che sarà stato ammollato in acqua e strizzato e riempire i carciofi  ben scolati. Nel tegame dei piselli aggiungere poi i pezzi tagliati del gambi ed i carciofi ripieni, se necessario aggiungere altra acqua lasciando scoperta la parte del ripieno e portare a cottura.






Ecco i profumi e sapori delle altre regioni:

Valle d'Aosta:  Risotto al burro e fiori di rosmarino http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/04/risotto-al-bur…sta-nel-piatto.html
   
Friuli-Venezia Giulia: Asparago bianco del Friuli Venezia Giulia

Liguria:  l'asparago violetto d'Albenga e una ricetta con le uova  http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/04/litalia-nel-piatto-ricette-e-prodotti.html
   

Toscana: Garmugia

 Umbria: Umbricelli con sugo di asparagi selvatici http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/04/umbricelli-al-…ragi-selvatici.html

Abruzzo: Il Carciofo di Cupello http://ilmondodibetty.it/il-carciofo-di…lia-nel-piatto.html

Molise: Piselli casce e ova

  

giovedì 2 aprile 2015

CUCINA PUGLIESE: Taradde ch-u scèleppe


Eh si...proprio vero, la fretta, cattiva consigliera, a volte quando si è alle prese con qualcosa per la prima volta e frettolosamente, come una ricetta ... riesce male!!! Eppure quante volte ho visto lei, mia madre, preparare ad occhi chiusi e con maestria questi taralli, praticamente  a Pasqua erano immancabili sulla nostra tavola.
Stessi gesti, stesse scene, ogni anno si perpetuava "la devozione", già,  per lei preparare i piatti tradizionali delle feste era devozione!
Tornando alla fretta, beh è proprio la fretta che mi ha fregata, le dosi sono quelle appuntate sul suo vecchio quaderno di 40 o 50 anni fa, ancora gelosamente custodito dalla mia gemella, il sapore e la bellezza dei  taralli di mia madre me li ricordo ancora...eccome se me li ricordo! Sicuramente è andato storto qualcosa con il procedimento, la lavorazione,  i tempi...appunto, i tempi stringono, si fa di fretta e si sbaglia! Ma sbagliando si impara, ho voluto rifarli per la seconda volta, con più calma ed il risultato appena migliorato , ma... per arrivare alla bellezza e di conseguenza alla fragranza dei suoi...ce ne vuole! Ritenterò!

Oggi appuntamento imperdibile della rubrica de L'Italia nel piatto che vi propone ricette tradizionali pasquali!

Sulla mia tavola trovate appunto  Taradde ch-u scèleppe (Taralli con giulebbe).

Sono dei taralli glassati tipici del periodo pasquale, fanno bella mostra in tutte le pasticcerie e panetterie ed ogni famiglia, con piccole varianti, ne prepara in abbondanza per la Santa Pasqua.

A Bari  pare  che il giorno del Venerdì Santo venivano usati durante la processione dei "Misteri" dai bambini vestiti da "uerrìire" (guerrieri romani) che li mangiavano per sedare la fame durante le lunghe ore della processione.


Un abbraccio MILENA












Buona Pasqua a tutti voi!


...un grazie speciale a Mariarita per l'alzatina e le uova decorate...bellissime!


Ingredienti:

per i taralli:

500 g. di farina 00
4 uova grandi
50 g. di olio evo
75 g. di zucchero
2 pizzichi di sale
1 punta di cucchiaino di bicarbonato di ammonio
1/2 bicchierino di alcool

per il giulebbe:

500 g. di zucchero
150 ml. circa di acqua
1 albume montato
gocce di limone




Procedimento:
per i taralli:

In una coppa montare le uova con le fruste, aggiungere man mano lo zucchero, l'olio evo, il sale, il bicarbonato e l'alcool,   poi versare poco alla volta la farina setacciata e lavorare fino a quando le fruste fanno fatica. A questo punto trasferire il composto sulla spianatoia che verrà unta di olio per facilitare la lavorazione, l'impasto risulta molto colloso e appiccicoso, eventualmente aggiungere ancora poca farina ed ungersi le mani di olio se necessario e lavorare fino a quando la massa si presenta abbastanza soffice e gonfia presentando delle bollicine. Ora si possono preparare i taralli, tagliare dei pezzi, fare dei rotolini spessi circa 2 o 3 cm. e formare tutte le  ciambelline,  nel frattempo portare sul gas una pentola con acqua,  quando sul fondo della pentola si vede un accenno di bollicine si calano i taralli, tre o quattro alla volta, aspettare che salgano a galla e scolarli, l'importante è che l'acqua non deve mai bollire, se inizia a bollire aggiungere poca acqua fredda. I taralli scolati verranno man mano adagiati su  un canovaccio pulito, una volta terminata la cottura di tutti i taralli, coprirli con un altro canovaccio e metterli ad asciugare in luogo riparato, io li ho messi nel forno spento, per almeno 5 o 6 ore, ma meglio tutta la notte.
A questo punto con un coltello affilato bisogna dare un taglio per tutta la circonferenza dei taralli che permetterà di cuocere meglio all'interno e dare la classica forma, disporli su una teglia coperta da carta da forno ed infornare per i primi 10-15 minuti a  200° circa, si vedranno i taralli lievitati e poi abbassare la temperatura a 180° per permettere la cottura completa, saranno pronti quando avranno un bel colorito dorato. Sfornare e mettere a raffreddare.

per la glassa:

Mettere lo zucchero in un tegame con lo zucchero e l'acqua e porre sul fuoco, far liquefare fino a quando arriva filo, ci accorgiamo del momento giusto per spegnere quando, mettendo fra due dita una goccia di liquido ed allargando si forma un filo. Nel frattempo avremo montato benissimo a neve l'albume con qualche goccia di limone, che aggiungeremo al giulebbe e frulleremo il tutto.

Ora si possono calare i taralli nel giulebbe oppure spennellarli  per glassarli.






Ed ora andiamo a scoprire le ricette delle altre regioni:

 Valle d'Aosta: Frittata di patate e ortiche http://www.atuttopepe.ifood.it/2015/04/frittata-di-pa…sta-nel-piatto.html

Trentino-Alto Adige:  Fiadoni Trentini http://www.afiammadolce.ifood.it/2015/04/fiadoni-trentini.html

Friuli-Venezia Giulia: Pinze triestine http://ilpiccoloartusi.weebly.com/litalia-nel-piatto/pinze-triestina-per-litalia nel-piatto




Toscana: Coniglio pasqualino (o in carciofaia)



Abruzzo: :Cuori,Pupe e Cavalli di Pasqua http://ilmondodibetty.it/cuoripupe-e-cavalli-di-pasqua.html
  


Campania: Minestra Maritata di Pasqua 

  
Basilicata: Pane di Pasqua salato


  

Complimenti al blog Fornelli profumati  per aver vinto, con la sua ricetta delle sarde a beccafico il nostro contest sui piatti di pesce!


lunedì 16 marzo 2015

CUCINA PUGLIESE: Torta Pasticciotto

Lo sentite oggi il profumo che emanano le nostre cucine?!
Profumi di casa, profumi di una volta, profumi di antiche ricette, a volte dimenticate o perse, altre volte...e per fortuna, ancora  proposte e tramandate da mamme, zie, nonne!!!
Oggi puntata super, un itinerario goloso fra le leccornie delle nostre regioni, infatti il tema è:

Torte rustiche dolci - Dolci da credenza ...dolci semplici, poveri ma forse proprio per questo così ricchi di sapori e profumi che ci riportano magari indietro nel tempo, che caratterizzano la cucina tradizionale, che con pochi ingredienti riescono sempre a sorprenderci per la loro bontà!

La mia cucina vi propone la Torta Pasticciotto, versione rotonda dei classici e famosissimi Pasticciotti in versione mignon nelle classiche formine ovali.
Uno scrigno che custodisce un gioiello...una frolla friabilissima, rigorosamente preparata con lo strutto, regala al palato una fragranza incredibile e che racchiude una golosa crema pasticcera profumata al limone...!

E' il dolce per eccellenza del Salento, dove tutte le pasticcerie ne fanno bella mostra nelle loro vetrine, il dolce che il turista non deve assolutamente perdersi trovandosi in zona, il dolce della prima colazione con la C maiuscola e  degnamente servito anche alla fine del pranzo domenicale!
Per i salentini è consuetudine offrire questo dolce in occasioni allegre o dolorose, infatti vengono offerti come "cùnsulu" cioè come colazione consolatrice in caso di lutto in famiglia.

Un primo documento testimonia che il pasticciotto è risalente al 1707, come si scopre nell'archivio della Curia vescovile di Nardò, nell'inventario stilato il 27 luglio 1707 in occasione della morte di Mons. Orazio Fortunato, tra le altre masserizie compaiono:"barchiglie di rame da far pasticciotto numero otto".
Un'altra versione vede la nascita del pasticciotto nel 1745 a Galatina nella bottega della famiglia Ascalone durante i festeggiamenti di San Paolo, guaritore delle tarantate. Nicola Ascalone si tormentava per portare innovazione e originalità nella sua bottega di pasticceria in quel periodo critico della sua attività e tra una torta ed un dolce si ritrovò tra le mani poco impasto e poca crema che non sarebbero bastati a preparare un'altra torta. Decise comunque di utilizzare quei resti mettendoli in un piccolo contenitore di rame realizzando così una piccolissima torta di crema che lui stesso definì un pasticcio. Messo in forno ugualmente, lo regalò poi ad un passante al quale piacque così tanto che ne ordinò altri da portare in famiglia. Insomma, fu subito un successo e da quel giorno nacque "il pasticciotto de lu Scalone"che divenne un dolce tipico salentino.

Quale sia la versione giusta...non si sa, di sicuro è che il pasticciotto è di una golosità unica!!!

La città di Lecce lo ha riconosciuto come dolce tipico leccese ed è presente nell'elenco dei prodotti agroalimentare tradizionali redatto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (ai sensi dell'art.8 del D.Lgs. 30 aprile 1998, n.173)
Notizie da wikipedia

Un abbraccio MILENA


Torta Pasticciotto
























Ingredienti:

per la frolla:

600 g. di farina 00
250 g. di zucchero
250 g. di strutto
3 uova
2 bucce grattugiate di limone
1 cucchiaio di lievito per dolci o bicarbonato di ammonio
albume d'uovo per spennellare

per la crema pasticcera:

1 l. di latte
100 g. di farina
200 g. di zucchero
6 tuorli d'uovo
2 bucce grattugiate di limone

Procedimento:

Preparare la crema pasticcera che deve essere abbastanza fredda e sostenuta prima di farcire la torta.
Nel tegame versare la farina e lo zucchero, miscelare, poi aggiungere a filo il latte ed amalgamare gli ingredienti, sbattere leggermente i tuorli e versarli nel composto sempre mescolando, infine grattugiare direttamente nel tegame le bucce di limone, portare sul fuoco e far addensare sempre mescolando con un cucchiaio di legno e far raffreddare completamente, meglio poi passare in frigo.

Poi preparare la frolla versando a fontana la farina sulla spianatoia, al centro inserire lo zucchero, le uova leggermente sbattute, lo strutto le bucce grattugiate di limone e il lievito o il bicarbonato di ammonio, impastare velocemente fino a far diventare l'impasto bello liscio e setoso, formare una palla, avvolgere in pellicola e mettere a riposare in frigo almeno per un'oretta, si può anche prepararlo la sera prima, tenendolo in frigo la notte.

Riprendere la frolla dal frigo, dividere in due parti, una sarà un po' più grande, stendere a disco col mattarello mettendo l'impasto fra due fogli di carta da forno, adagiare il disco di frolla più grande in un tegame con diam. 30 cm. facendo fuoriuscire i bordi, cospargere di crema pasticcera ormai fredda e soda, coprire con l'altro disco di frolla chiudendo i bordi ed eliminando la pasta in eccesso.
Infornare a 200° circa per 30-40 minuti e fino a doratura completa della torta.





Non perdetevi le altre ricette:

Trentino-Alto Adige:  Torta Rosengarten

Friuli-Venezia Giulia: Crostata con la zucca 

Lombardia: La Torta Bertuldina

Veneto: Focaccia veneta




Toscana: Berlingozzo fiorentino e pratese


  


Basilicata: Pane semidolce - il puccillato di Castelluccio

Campania: Torta Caprese