domenica 23 novembre 2014

Crostata di mele, confettura di uva e riso soffiato

Addolciamo la Domenica con un dolce semplice, ma tanto invitante, goloso, ma soprattutto sano e genuino?

Con una crostata di mele, con marmellata di uva (home made) e riso soffiato arricchiremo una bella colazione o un fine pasto, preparata con farina integrale!
Ecchevidevodì...sarà che mi è stata consigliata un'alimentazione eliminando la farina bianca, ma anche lo zucchero bianco ehhh...sarà che sto gustando molto il sapore rustico che la farina integrale dona ai dolci ma anche a pasta, pane, focacce ecc., per cui da qualche mese sto seguendo questa linea alimentare un po' più salubre e naturale!

Un abbraccio a tutti voi... MILENA
















Ingredienti:

250 g. di farina integrale
100 g. di zucchero di canna
120 g. di olio evo o di semi di arachidi
2 albumi
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia grattugiata di limone non trattato
confettura di uva fatta in casa
1-2 mele a fette
1 spolverata di cannella
riso soffiato
zucchero a velo

Procedimento:

Preparare la frolla come al solito con farina, zucchero, olio, albumi montati, buccia di limone grattugiato e lievito. Fare una palla e porre in frigo per circa mezz'ora.
Poi stendere la frolla con le mani nel tegame da forno coperto con carta oleata, spalmare la confettura di uva, disporre sopra le fette di mele, una spolverata di zucchero di canna, cannella ed una manciata di riso soffiato .
Infornare a 220° per circa 20-30 minuti.
Sfornare e quando è fredda spolverare di zucchero a velo.

domenica 16 novembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Recchjetèdde e cardengiedde


Buongiorno e buona Domenica a tutti voi!

Eccoci all'appuntamento della rubrica L'Italia nel piatto  (il nostro blog dove potete trovare tutte le puntate dei nostri percorsi gastronomici) che oggi vi propone una fantastica e rigenerante passeggiata in lungo e in largo fra i boschi della nostra splendida penisola, sarete invasi da quel caratteristico profumo... tipico dei prodotti offerti dal bosco!

Allora...forza,  seguiteci in questo viaggio particolare...vi faremo gustare piatti gustosi preparati con ...I DONI DEL BOSCO (tartufi, funghi, castagne), ma si parla anche di sagre, eventi, feste o prodotti tipici...questo il tema di oggi!

Nella mia cucina trovate recchjetèdde e cardengiedde (orecchiette e cardoncelli).

Parlando del fungo cardoncello è d'obbligo fare cenno all'Alta Murgia che rappresenta l'elemento dominante del paesaggio nella Puglia centrale, un territorio contraddistinto da un'affascinante sequenza di creste rocciose, doline, dolci colline, grotte carsiche, scarpate ripide, lame, estesi pascoli naturali, boschi di querce e conifere, dove il continuo operato della natura si mescola con quello dell'uomo che ha costruito masserie in pietra, a volte fortificate e dotate di torrette di avvistamento per difendersi dall'attacco dei predoni e provviste di recinti e stalle per le greggi, cisterne, chiesette.
Il paesaggio murgiano è uno dei luoghi più caratteristici dell'area mediterranea.
Gli sfondi cambiano ad ogni stagione: in primavera possiamo ammirare, nel verde intenso dei campi di grano le splendide fioriture dei tulipani selvatici, dei gladioli e delle orchidee, mentre i boschi si colorano del rosso delle peonie, del giallo della ferula e del rosa dell'asfodelo. In autunno fanno capolino dalle nude pietre dei costoni rocciosi e dai numerosi muretti a secco ciclamini e colchici, mentre in inverno ammiriamo i frutti rossi del biancospino e il blu del prugnolo. Nei crepuscoli estivi assistiamo al ritorno dei falchi grillai sui posatoi per il riposo notturno e nelle calde giornate estive è facile imbattersi in ghiandaie, upupe, poiane o ramarri e lucidi serpenti che godono del tepore del suolo.

Il fungo cardoncello è uno dei simboli dell'altopiano delle Murge appulo-lucane, è proprio qui che si concentra la maggior parte della produzione spontanea e coltivata perchè in questi terreni trova il suo habitat ideale.
Il cardoncello rappresenta uno dei protagonisti delle pietanze tipiche di quest'area. E' uno dei funghi più buoni e prelibati, di colore scuro, carnoso e dal sapore inconfondibile.
Si può consumare crudo, fritto, arrosto, gratinato, trifolato, abbinato a tanti piatti a base di pasta, riso, con carne, pesce, legumi e verdure.

Notizie dal web


un abbraccio MILENA



















Ingredienti:

700 g. di funghi cardoncelli (anche altri tipi funghi vanno bene)
400 g. di orecchiette fresche
250 g. di pomodorini ciliegini
2 spicchi di aglio
1 peperoncino
olio evo
vino bianco secco
prezzemolo fresco tritato
sale q.b.
formaggio pecorino grattugiato facoltativo ( per me senza)

Procedimento:

Per prima cosa pulire bene i funghi tagliando parte del gambo, lavare velocemente sotto acqua corrente per eliminare il terriccio che si deposita fra le lamelle, mettere a scolare strizzando leggermente.
in un capiente tegame, mettere l'olio evo, l'aglio tritato e peperoncino, far soffriggere appena, aggiungere i funghi tagliati a fette, lasciandone qualcuno piccolo intero per la decorazione, soffriggere per una decina di minuti, sfumare con il vino bianco, far evaporare il liquido e poi aggiungere i ciliegini tagliati a pezzi, salare e portare a cottura.
Nel frattempo lessare le orecchiette in abbondante acqua salata, scolare e farle saltare nel tegame dei funghi per qualche minuto.
Impiattare aggiungendo prezzemolo fresco tritato.





E qui le ricette delle altre regioni:


Trentino-Alto Adige: Crostatine ai funghi mi sti di bosco
  
Friuli-Venezia Giulia: Strùcul di mont 

Lombardia: Foiade di castagne ai funghi porcini

Veneto: Budin con la farina de maròn


Liguria:  tocco de funzi  

Emilia Romagna: Tagliatelle di castagne con sugo di funghi 

Lazio: Frittelle di castagne e mele

Toscana: Necci

Marche:  Il tartufo e la 49° fiera nazionale del tartufo bianco di Acqualagna

Abruzzo:Funghi all'Abruzzese

Molise: Zuppa di lenticchie di Capracotta e castagne 

Umbria: Costolette d'agnello con roveja e tartufo 

Basilicata: Polpette al vino rosso con cardoncelli e lampascioni in agrodolce


Calabria: Il castagnaccio dei monti Reventino, Tiriolo, Mancuso

Sardegna: Fregola con funghi e salsiccia ricetta sarda http://blog.giallozafferano.it/vickyart/fregola-con-funghi-salsiccia-ricetta-sarda




domenica 2 novembre 2014

CUCINA PUGLIESE: Cavatelli, cozze e fagioli

Lei, seduta alla seggtedd (sediolina realizzata su misura), beh… era piuttosto bassina,  con la sua tipica calma, estroversa e sempre allegra, con la dolcezza dei suoi occhi verdi… jecchie d’ gatt (occhi di gatta) la chiamava lui e con i suoi attrezzi preferiti, u’ laganar (mattarello), a sferr (coltello speciale con punta arrotondata e lama liscia  che custodiva gelosamente) e u’tavljir ( spianatoia) era  intenta a realizzare,  con le sue mani paffutelle e con gesti veloci  e decisi,  strascinate, cavatelli, lagane, tagliolini ecc.

Ci metteva tutto l’amore,  come quel grande amore, noto a tutti, che lega il pugliese alla pasta che ha sempre arricchito le povere tavole e le sontuose mense!

Lui, invece, il sig. Precisino, accigliato, rigoroso, esigente…solo in apparenza però, sotto sotto era amabile e di una gentilezza estrema e sempre pronto alla conversazione. Dopo il lavoro, rientrava a casa quasi sempre  con il sacchettino del suo cibo preferito…le cozze nere tarantine,  ne era così ghiotto che al primo assaggio le sue pupille cominciavano pian piano  a roteare!


La coltivazione delle cozze nere avviene in diverse città marinare italiane, ma è il mare di Taranto che luccica dei mitili pregiati, la loro crescita è favorita dai fertili pascoli situati vicini a dolci sorgenti, dette citri, dei due mari di Taranto!

Lei, mia madre.
Lui, mio padre.


A loro dedico questo post, a loro che mi hanno permesso di trascorrere una felice infanzia, in una città che mi è rimasta nel cuore, Taranto!   


I mitili

Cozze! Poema marino,
sogno d'Apocalisse, vertigine
della ghiottoneria, gemme polpose,
cozze nere al lattime,
cozzarelle, cozze pelose,
ricordi di gaudio,
pegni d'amore,
doni di nozze
al pan grattato e al formaggio
cozze,cozze,cozze.

(Carlo Veneziani di Leporano) 

Alloraaaaa....benvenuti all'appuntamento della rubrica L'Italia nel piatto che oggi ha come tema il Comfort food, il piatto che ci coccola, ci consola, il piatto ricco di ricordi, spesso legato a delle persone a noi care oppure ad un periodo felice! Insomma il cibo che ci fa star bene in tutti i sensi!
Ecco,  uno dei miei piatti preferiti è appunto cavatelli,cozze e fagioli, un piatto che solo a sentirne il profumo mi porta piacevolmente indietro nel tempo e che mi emoziona ogni volta!
La pasta fresca fatta in casa l'adoro, da poco tempo mi sono cimentata a prepaparla, non ci crederete ma, come per mia madre all'epoca, anche per me sta diventando un momento di vero e puro rilassamento!
E le cozze...? Ah le cozze, ecchevelodicoaffà...io le mangerei anche a colazione, come dicevo prima ho vissuto da bambina a Taranto ed è da allora che me ne  sono innamorata! 
Ghiotta come mio padre? Di più!
  
Insomma...in questo piatto sapori e profumi di mare e terra  si fondono in un connubio perfetto...uno dei tanti piatti che rispecchiano la nostra cucina pugliese che, con un solo particolare aggettivo, potremmo definire...solare!!!












E questo piattino di cozze crude è il mio antipasto preferito in assoluto....ecco solo a guardare la foto le mie pupille cominciano a fare le giravolte!!!















Ingredienti per i fagioli:

300 g. di fagioli bianchi secchi
1 spicchio di aglio
1 foglia di alloro
1 gambo di sedano
olio evo q.b.
2-3 ciliegini
peperoncino a piacere
1 pizzico di sale
Ingredienti per le cozze:

600 g. di cozze nere
1 spicchio di aglio
prezzemolo
olio evo q.b.
250 g. di pomodorini ciliegini
1 pizzico di sale

300 g. di cavatelli di farina  integrali o di semola di grano duro fatti in casa (o comprati)

Procedimento:

Fagioli
Per prima cosa lavare i fagioli, metterli in una pentola con l'olio evo e tutti gli odori, coprire di acqua e portare a cottura sul fuoco basso. A fine cottura salare leggermente.

Pulitura cozze
Nel frattempo pulire le cozze staccandole una ad una dalla corda, staccare quel baffetto (il bisso) che
fuoriesce dalle valve,  metterle in una coppa con poca acqua fredda e strofinarle vigorosamente fra di loro per eliminare varie incrostazioni  o denti di cane (quelle piccole conchiglie attaccate) cambiare spesso l'acqua mentre si lavano fino a quando è pulita oppure strofinarle semplicemente con sale e risciacquare.

Parte delle cozze andranno ancora raschiate bene con un coltellino o con una retina di acciaio, queste andranno con tutta la buccia nel sughetto.Ora procedere aprendo il resto delle cozze con il coltellino adatto , far scorrere le due valve fra di loro in modo da creare uno spazietto per infilare il coltellino che farete scorrere internamente alla cozza staccando il frutto  e infine aprendo completamente le valve. Teniamo una coppetta sotto le mani per raccogliere oltre il frutto anche un pò della loro acqua che filtrerete, ma quando infilate il coltellino fatelo fuori della coppetta, perchè se la cozza non dovesse essere buona rischiamo di buttare poi l'intera coppetta con le cozze buone. 


Sugo di cozze
In un tegame mettere a soffriggere nell'olio evo per un po' l'aglio tritato e poco prezzemolo tritato, aggiungere i pomodorini lavati e tagliati a piccoli pezzi, far cuocere per circa 15 minuti. Infine aggiungere sia le cozze con le bucce che quelle senza la buccia.

Cavatelli
Lessare i cavatelli fatti in casa che ho preparato con farina integrale (per il procedimento vedere qui ) oppure quelli comprati, in abbondante acqua salata.

Impiattamento
Unire i fagioli alle cozze e far insaporire  sul fuoco per qualche minuto in un tegame grande.
Scolare i cavatelli,  unirli alle cozze e fagioli e far amalgamare bene il tutto.
Impiattare e aggiungere altro prezzemolo fresco tritato.








Andiamo ora subito a sentire i profumi delle altre cucine regionali:


Trentino-Alto Adige:  Pane di molche (El Pam de molche) con le noci 
  
Friuli-Venezia Giulia:  Goulash di oca alla friulana con polenta e frico croccante 

Lombardia: Ravioli di zucca (Raviöi de ssüca)

Veneto: Pearà


Piemonte: 




Lazio: Minestra di ceci e castagne 



  


Basilicata: Lagane e ceci






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giovedì 23 ottobre 2014

Confettura di uva


Ancora tempo di uva e quindi perché non approfittarne per preparare un'ottima confettura? 

E' semplicissima da fare, armatevi di tanta pazienza per eliminare i noccioli e vi assicuro che dopo sarete ripagati dalla bontà e dal profumo della confettura di uva!

Ideale da consumare su fette biscottate o pane casereccio tostato per una colazione sana e genuina, ottima per deliziose crostate...e sui formaggi l'avete mai provata?

Io ho usato l'uva Italia, ma vanno benissimo anche altri tipi di uva bianca o nera o anche mista!




















Ingredienti:

1 kg. di uva bianca o nera matura
120 g. di zucchero ( se l'uva non è tanto dolce aumentare la dose dello zucchero)
1 mela (facoltativa)

Procedimento:

Staccare tutti i chicchi di uva dalla raspa, metterli in una coppa e lavarli bene per varie volte.
Poi aprire a metà ciascun chicco e privarli dei noccioli, mettere tutta l'uva in una grande pentola di acciaio e portare a bollore, aggiungere lo zucchero e la mela sbucciata e continuare la cottura  abbassando la fiamma e rimestando di tanto in tanto, facendo attenzione che non si attacchi al fondo.
La confettura sarà pronta quando si sarà ben addensata,  sempre valida la prova del piattino.
Riempire subito i vasetti sterilizzati, chiederli ermeticamente e capovolgerli per un po'.


un abbraccio MILENA

domenica 19 ottobre 2014

Crostata integrale con marmellata di amarene e pere


E' da circa un mese che sto tentando di cambiare tipo di alimentazione (problemi di trigliceridi alti soprattutto) eliminando farine bianche, zucchero bianco, grassi animali, derivati del latte... vabbè anche se il latte ormai non lo bevevo più da ormai dieci anni e passa, sostituendo il tutto con farine integrali, zucchero di canna, verdure a volontà, legumi, pesce, carne massimo una volta a settimana e frutta!
I risultati? Beh...fra qualche giorno ripeterò gli esami e vedremo...speriamo bene!!!
In bocca al lupo a me!!!!
Intanto, a prescindere dagli esami, penso di continuare su questa scia, fisicamente trovo giovamento soprattutto perché mi è completamente sparito il gonfiore perenne che avevo senza perdere peso però...eh si perché ho un peso ideale per cui spero anche di non dimagrire!!!

Alloraaaaaa...vi auguro buona Domenica lasciandovi un dolce , una crostata integrale con marmellata di amarene fatta in casa e pere, che ho preparato per i miei ospiti... sano, genuino, buonissimo,quel sapore rustico mi è piaciuto molto, leggera  e soprattutto ideale per chi ha necessità di seguire questo tipo di alimentazione senza privarsi di qualche golosità!



















Ingredienti:

300 g. di farina integrale
100 g. di zucchero di canna
120 g. di olio evo o di semi di arachidi
2 albumi
1 bustina di lievito per dolci
1 buccia grattugiata di limone non trattato
marmellata di amarene fatta in casa
2 pere a fette
1 spolverata di cannella

Procedimento:

Preparare la frolla come al solito con farina, zucchero, olio, albumi montati, buccia di limone grattugiato e lievito. Fare una palla e porre in frigo per circa mezz'ora.
Poi stendere la frolla (lasciare un po' di impasto da parte) con le mani nel tegame da forno coperto con carta oleata, disporre la marmellata di amarene, sopra le fette di pere, una spolverata di cannella e il resto dell'impasto sbriciolato.
Infornare a 220° per circa 20-30 minuti.

giovedì 16 ottobre 2014

CUCINA PUGLIESE: Macedonia di frutta al Moscato di Trani DOP



Eccoci al secondo appuntamento mensile della rubrica L'Italia nel piatto e...per restare in tema con la puntata precedente (Dalla vigna alla cucina...ricordate?) oggi proseguiamo presentandovi un VINO tipico di ciascuna regione, argomento davvero imperdibile ed interessante!
Vi abbiamo convinti? 
Allora mettetevi comodi e seguiteci in questo percorso enogastronomico per assaporare le nostre eccellenze, mi raccomando...portate con voi un bel calice per brindare tutti insieme e gustando un goccino però eh... per ciascuna regione ne resterete piacevolmente inebriati e sorpresi!   

Nella mia cantina troverete il Vino Moscato di Trani DOC che ho usato per aromatizzare e rendere ancora più gradevole una semplice macedonia di frutta, ma che con il tocco del Moscato è stata davvero superlativa!!!



Il Moscato di Trani, deriva da uve Moscato bianco che in zona viene chiamato Moscato di Trani o Moscato Reale e viene prodotto essenzialmente  a Trani, una cittadina costiera a nord di Bari ed in un'estesa zona limitrofa che raggruppa altri 11 comuni.
Forse è uno dei vini più antichi della nostra regione, si afferma infatti che proprio dal porto di Trani partivano i vini indirizzati alle regioni del nord. Nella zona orientale della Puglia il commercio del vino esisteva già da quando i mercanti fenici vi si affacciarono per i primi scambi commerciali con il popolo dell'antica Puglia.

E' perfetto per accompagnare i nostri tipici dolci a base di pasta di mandorle o per i dolci tradizionali di Natale come le cartellate, ottimo anche se gustato insieme alla frutta ma anche con i nostri formaggi saporiti.

Il Moscato di Trani è un vino bianco dolce, il colore è giallo dorato con un'aroma intenso caratteristico, un gusto dolce vellutato ed una gradazione di 14,5°. 

(Notizie da una guida enogastronomica)


Se noi sappiamo gustare il
vino, il pane, l'amicizia,
sappiamo anche gustare, allo
stesso modo, ogni istante della
nostra vita, nel rispetto e
nell'ascolto silenzioso dei bei 
momenti che passano.

J. Tremolières














Ingredienti:

frutta di stagione
1 bicchiere circa di vino Moscato di Trani dolce
buccia di 1 arancia tagliata a la julienne
succo di 1 arancia non trattata
succo di 1 limone non trattato
foglioline di menta fresca
2-3 cucchiai di zucchero di canna

Procedimento:

Lavare bene tutta la frutta, sgocciolare e tagliare a piccoli pezzi in una coppa, aggiungere la buccia di arancia a la julienne, lo zucchero di canna, il succo dell'arancia e del limone, il vino e parte delle foglioline di menta tritate (altre foglioline serviranno per la decorazione), rimestare il tutto e porre in frigo la coppa coperta con pellicola per almeno 1 ora prima di gustare.

Un abbraccio MILENA

Visitiamo ora le cantine delle altre regioni:

Trentino-Alto Adige:  Vellutata al vino Lagrein Kretzenhttp://www.afiammadolce.it/2014/10/vellutata-al-vino-lagrein-kretzen.html

Friuli-Venezia Giulia: Colli orientali del Friuli Picolit  DOCG

Lombardia: I vini DOC di San Colombano al Lambro

Veneto: 


Piemonte: 


Emilia Romagna: Sorbetto alla MalvasiaDOC Colli Piacentini http://zibaldoneculinario.blogspot.com/2014/10/sorbetto-alla-malvasia-doc-colli.html

Lazio: Anguilla alla marinara



Abruzzo:Il Vino Pecorino d'Abruzzo 


Umbria: Bocconcini di Mailae con Prugnole e Rubesco http://amichecucina.blogspot.com/2014/10/bocconcini-di-maiale-con-prugnole-e.html

Basilicata: NON PARTECIPA

Campania: Piedirosso Bio Igt V Campania 


Calabria:Greco di Bianco, il vino più antico d'Italia.

Sicilia: Gelatine allo Zibibbo

Sardegna:

Il nostro blog L'Italia nel Piatto http://litalianelpiatto.blogspot.it/









giovedì 2 ottobre 2014

CUCINA PUGLIESE: U Cuètte ( Il vincotto)

Tempo di vendemmia, di profumi che inebriano e allora... quale tema migliore per la rubrica dell'Italia nel piatto?

UVA E VINO (Dalla vigna alla cucina)... ecco il titolo per questa puntata ricca di spunti e curiosità gastronomiche!
Tutte ricette legate tra loro dal frutto della vite,  l'uva, cosi' tale e quale o prodotti derivanti dalla sua trasformazione nel nettare per eccellenza!
Nella mia cucina trovate U cuette di uva (il cotto di uva)...ecchevelodicoaffà...durante la cottura, con il suo profumo che inondava tutta la casa, ero già immersa con la mente nel periodo natalizio, già a pregustarmi "carteddate", "pettue", o "pittule", "mustazzuoli",  tutti dolci di Natale che vengono appunto conditi con il cotto di uva (o di fichi, altra prelibatezza pugliese). U cuette viene utilizzato anche per "u grane cuette" tipico piatto barese che si prepara nelle festività dei morti!

Aggirandosi, durante i giorni di vendemmia, per le vie dei nostri centri, è facile sentirsi avvolti negli odori dei mosti in ebollizione.
U cuette quindi è un denso sciroppo dal colore scuro e dal sapore dolce che si ottiene facendo sobbollire a lungo il mosto che erroneamente viene chiamato vincotto, in quanto non è il vino che si fa bollire ma il succo dell'uva appena spremuta e prima che cominci a fermentare.
Era famoso e usato all'epoca dei romani come bevanda mista a neve. Nel medioevo era adoperato nei dolci e si chiamava "careno" dal latino tardo carenum "vino dolce"  se si aggiungeva acqua al mosto e cuocendo il tutto si riduceva di 1/3 oppure "defruto" se ridotto di 1/2 o "sapa".

Il vincotto, secondo le tradizioni pugliesi, è un vero elisir di lunga vita.E' ricostituente, è un medicinale per le cure di stomaco, intestino e reni.
In Puglia è chiamato cutte, cuètte, cuttu, a Minervino Murge si dice merecutte (da merum "vino puro" più coctus).
Secondo un'antica credenza popolare, mentre il mosto bolle, sarebbe vietata la presenza di una donna estranea alla famiglia e che si trovi nel periodo mestruale, perchè il mosto andrebbe a male formando due strati: uno di zucchero alla base e l'altro acquoso in superficie!
Ma è solo una leggenda!!!

Da paese a paese cambiano i metodi di preparazione, io l'ho preparato nel modo più comune e semplice.

Notizie da "La cucina pugliese" di Sada



Vino...la feconda terra
produce col favor di tempestiva
pioggia, onde Giove le nostre
uve ingrossa: ma questo è ambrosia
e nettare celeste.

Omero, Odisssea, libro IX


Prima della ricetta...udite udite...siamo felici ed entusiasti di presentarvi il nostro nuovo blog dell'Italia nel piatto, un progetto che ci stava a cuore e che finalmente è on-line grazie all'impegno di Pasquale, Yrma, Elena, Miria...! Un blog con lo scopo di valorizzare le bellezze e le tradizioni della nostra terra!
Vi aspettiamo numerosi!!! http://litalianelpiatto.blogspot.it/













Mosto d'uva  prima della cottura, leggero e chiaro.


Mosto d'uva dopo la cottura, denso e scuro.



Per realizzare il cotto d'uva vengono usate di solito diverse varietà di uve rosse da vino, generalmente autoctone, le Primitivo, le Negroamaro, le uve baresine e l’uva Malvasia, ma vanno benissimo anche le bianche e altri tipi di uva.




Ingredienti:

5 kg. di uva matura bianca o rossa o entrambe  ( io ho usato malvasia nera)

oppure

5 l. di mosto di uva

Procedimento:

Staccare i chicchi di uva dalle raspe, lavarli e metterli a scolare per un po', poi spremerli benissimo in un contenitore, eliminare i chicchi strizzati, il liquido ricavato verrà filtrato attraverso un canovaccio pulito e messo a cuocere in un tegame di acciaio,
Una volta raggiunto il bollore , continuare la cottura a fuoco lento , ci vorranno diverse ore affinché il mosto raggiunga la giusta consistenza di uno sciroppo denso, va bene la prova del piattino, io ho impiegato almeno 4-5 ore.
Quando è pronto, spegnere il fuoco, attendere qualche minuto e versare nella bottiglia.
Tenete conto che si riduce di parecchio e da 5 l. di mosto ho ricavato meno di 1 litro e 1/2  di cotto.

 Dalla vigna alle cucine delle altre regioni...vediamo cosa hanno preparato:

Trentino-Alto Adige: Strudel altoatesino d'uva e mandorle

Friuli-Venezia Giulia: Pierçolade o zuppa di pesche 

Lombardia: Risotto allo Spumeggio



Piemonte: 

Liguria:   torta di pane e miele (torta de pan e amèhttp://arbanelladibasilico.blogspot.com/2014/10/litalia-nel-piatto-uva-e-vino.html



Toscana: Schiacciata con l'uva e crema al vin santo http://acquacottaf.blogspot.com/2014/10/schiacciata-con-luva.html








Calabria: Gurpinella di mustarda

Sicilia: La mostata siciliana

Sardegna:Tiliccas o caschettas dolci sardi alle mandorle http://blog.giallozafferano.it/vickyart/tiliccas-o-caschettas-dolci-sardi-alle-mandorle
                                                   




Un abbraccio MILENA