giovedì 2 giugno 2016

CUCINA PUGLIESE: Rustico leccese

Nuovo appuntamento con la rubrica de l'Italia nel piatto, oggi si parla di ricette all'aria aperta, seguiteci perchè vi faremo assaporare prelibatezze da consumare al mare, in campagna oppure da gustare per strada durante una passeggiata!

Per la Puglia propongo un cibo famosissimo nel salento, il rustico leccese, inserito nell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, una goduria gastronomica da mangiare a tutte le ore della giornata, per un picnic, come aperitivo, per una merenda salata, insomma un perfetto street food, ma anche da preparare in casa per un buffet da offrire ad amici, per una festa all'aria aperta, insomma una gustosa alternativa nel campo della rosticceria!
Si trova in tutti i bar, rosticcerie e pasticcerie del Salento

Il rustico leccese è formato da due fragranti dischi di pasta sfoglia che racchiudono un ripieno di  mozzarella e pomodoro, con il tempo si è poi arricchita anche di besciamella.

Non si hanno notizie certe sul rustico leccese, sicuramente non è di origine contadina visto gli ingredienti piuttosto ricercati come la pasta sfoglia e la besciamella, qualcuno ipotizza sia nato non prima del XVIII secolo, dopo l'invenzione della pasta sfoglia, negli ambienti aristocratici leccesi come variante dei vol-au-vent francesi, oppure nel XIX secolo dopo l'invenzione del forno a gas.


Un abbraccio MILENA




















Ingredienti:

2 rotoli di pasta sfoglia pronta,
qualche cucchiaio di pomodori pelati a pezzetti,
100 g. di mozzarella
1 uovo

per la besciamella:

200 ml. di latte
20 g. di burro
20 g. di farina
un pizzico di sale
un pizzico di pepe

Procedimento:

Preparare la besciamella sciogliendo il burro in un tegamino, aggiungere la farina mescolando bene e facendo attenzione a non formare grumi, aggiungere poi man mano il latte caldo, il sale e il pepe e far addensare.
Stendere i rotoli di sfoglia e ricavare 12 o più dischi con un coppapasta o una tazza di circa 10 cm. di diametro, su 6 dei dischi adagiare al centro un cucchiaino di besciamella, poi cubetti di mozzarella e pomodori tagliati a pezzi, spennellare i bordi con uovo sbattuto, coprire e chiudere bene con l'altro disco. Io preferisco poca besciamella e più mozzarella per rendere meno pesante il rustico o addirittura ometto proprio la besciamella per una maggiore leggerezza.
Adagiare i rustici su un tegame ricoperto di carta da forno, spennellare ancora la superficie con uovo sbattuto ed infornare a 200° per circa mezz'ora o fino a doratura. Servire tiepidi.



Scopriamo ora le gustose proposte delle altre regioni:

Lombardia. Risotto giallo alla milanese da passeggio http://www.kucinadikiara.it/2016/06...
Friuli Venezia Giulia Torta di erbette e frutta http://ilpiccoloartusi.weebly.com/f...
Emilia Romagna: Scarpazzone http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana: Cecina, calda calda, farinata, torta di ceci, 5 e 5
Calabria. Parmigiana alla calabrese http://ilmondodirina.blogspot.com/2...






lunedì 2 maggio 2016

CUCINA PUGLIESE: Focaccia pugliese con lievito madre

Non c'era domenica senza focaccia, ormai lei la faceva ad occhi chiusi, senza dosare gli ingredienti ma il risultato sempre uguale, il profumo si sentiva dalla strada, messa a tavola...e spariva in un attimo ancor prima di iniziare il pranzo e lei che si infuriava...ma poi sotto sotto si compiaceva che noi ragazzi apprezzavamo alla grande la sua focaccia!!!
Eh...le mamme, grandiose sono!
A lei, a mia madre, dedico questo post della focaccia, che tanto amava prepararla soprattutto la domenica per la sua famiglia!

Oggi ritorna l'appuntamento de L'Italia nel piatto con il tema dedicato a tutte le mamme:
Ricette per la mamma (dolci o salate) 

La focaccia è tipica della Puglia, soprattutto è uno dei simboli che meglio rappresenta la gastronomia barese, il cibo che non manca mai sulle nostre tavole, che piace a tutti e che non deve sfuggire l'assaggio a chiunque passi dalle nostre parti!
Ho già parlato di focacce in altri post, ma questa che vi propongo oggi è particolarmente buona!
Alcuni mesi fa ho dato alla luce il mio "Gingillo", beh...si dice che bisogna dargli un nome, il mio primo, ops... secondo lievito madre (essì, il primo ei fu!) e devo dire che comincia davvero a darmi soddisfazioni.
Come è iniziata l'avventura del lievito madre? Mah...forse così per caso, o per curiosità, per la voglia di sperimentare, oppure per moda o forse per tornare a ritmi più lenti, i ritmi di una volta, meno frenetici, più pacati...chissà forse per tutte le ragioni appena elencate! Attenzione però...non sono una fanatica del lievito madre eh...se non dovessi avere tempo, il mio caro lievito di birra è sempre lì che mi aspetta per essere accolto a braccia aperte!
Per ora è il momento del mio "Gingillo" poi si vedrà!

La focaccia pugliese con lievito madre














Il mio "Gingillo"






Ingredienti:

400 g. di farina 0
100 g. di lievito madre
2 patate piccole lesse
1/2 cucchiaio di sale fino
1 cucchiaino di zucchero
300 ml. circa di acqua
olio evo q.b.
pomodori ciliegini
origano

Procedimento:

1)  Rinfrescare il lievito madre ed attendere che triplichi quasi, io l'ho messo nel forno spento ed ha impiegato circa 5 ore. Nel frattempo lessare le patate senza buccia.
2) Una volta pronto il lievito madre preparare l'impasto della focaccia mettendo la farina a fontana in una coppa, mettere il sale, le patate lesse e passate, lo zucchero ed il lievito madre sciolto precedentemente con parte dell'acqua,cominciare ad impastare aggiungendo man mano la restante acqua tiepida, all'inizio amalgamare con una forchetta o una spatola, poi continuare a lavorare con le mani sulla spianatoia, lavorare delicatamente prendendo l'impasto dall'esterno verso l'interno facendo incamerare aria, l'impasto deve essere abbastanza morbido, non troppo duro ma neanche liquido.
3) Formare una palla e mettere a  lievitare in una coppa coperta con pellicola in forno spento fino al suo raddoppio, io ho preparato l'impasto il pomeriggio tardi e lasciato a lievitare tutta la notte.
4) Il mattino seguente ho rovesciato l'impasto nella teglia unta abbondantemente di olio evo, allargata punzecchiando leggermente con le dita fino a coprire l'intera teglia, coperta con pellicola e messa ancora a lievitare sempre nel forno spento per circa 3 ore.
5) Condire con i pomodorini tagliati con le mani direttamente sull'impasto, aggiungere un pizzico di sale fino, una spolverata di origano e spargere con abbondante olio evo.
6) Infornare sul primo ripiano dal basso a 250° per circa mezz'ora o fino a quando la focaccia risulta ben dorata, i bordi un pò bruciacchiati e l'interno morbido.

Le dosi dell'acqua possono variare in base all'assorbimento della farina che si usa, al tipo di patate, più acquose o meno ecc., anche i tempi di lievitazione variano in base alla temperatura del momento.


Andiamo ora a scoprire i profumi delle cucine delle altre regioni:

Liguria: stracotto al Rossese http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Emilia Romagna Strozzapreti con salsiccia e Sangiovese http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Abruzzo. Delizia alla ricotta http://ilmondodibetty.it/delizia-al...
Puglia. Focaccia pugliese con lievito madre http://breakfastdadonaflor.blogspot.com/...
Calabria. Biscotti alle mandorle http://ilmondodirina.blogspot.com/2...
Sardegna. Mini pesche alla crema http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...

sabato 2 aprile 2016

CUCINA REGIONALE: Fruttoni salentini

Iniziamo oggi un nuovo viaggio, scopriremo delizie e golosità che ciascuna regione custodisce nella propria gastronomia attraverso ricette antiche e tradizionali.
Ebbene si...riparte l'evento organizzato da L'Italia nel piatto con un tema che farà venire tanta acquolina, un ritornello caro a tutti i golosi...e siamo tanti eh!!!
Il filo conduttore che unirà tutte le ricette regionali sarà:
#cioccolatoecacao 

Qui trovate tutte le info per partecipare al nuovo evento 

E le vostre ricette tradizionali con #cioccolatoecacao? Con un tema così goloso impossibile mancare...vi aspettiamo numerosi!!!


Per la Puglia partecipo con i Fruttoni salentini.

I fruttoni sono dolci tipici del Salento, simili nella forma ai famosi pasticciotti ma diversi per il ripieno e  per la copertura. I pasticciotti hanno un ripieno di delicata crema pasticcera, i fruttoni invece sono ripieni di cotognata e pasta di mandorle, inoltre hanno una golosa copertura di cioccolato fondente. Gli stampi sono i classici ovali lisci (in mancanza io ho usati quelli ondulati ma sempre ovali). Oltre alla cotognata classica si può usare anche confettura di pere o di altra frutta, per la pasta di mandorle c'è chi la prepara cotta prima di riempire i fruttoni e chi miscela farina di mandorle e zucchero a crudo, da provare entrambe le versioni.

Pare che il fruttone risalga alla prima metà del '700, come il pasticciotto, tesi sostenuta dal fatto che a quel tempo esistevano già le "barchiglie"  le apposite formine di metallo.
Un tempo questi dolci facevano bella mostra solo sulle tavole dei nobili, poi con l'apertura delle prime pasticcerie divennero popolari. 

   












Ingredienti

per la pasta frolla:

300 g. di farina 00
125 g. di zucchero
125 g. di strutto
2 uova
1 cucchiaino raso di ammoniaca o lievito per dolci
1 buccia di limone grattugiata

per il ripieno:

150 g. di mandorle pelate
100 g. di zucchero
2 uova piccole
1 spolverata di cannella
cotognata

per la copertura
150 g. di cioccolato fondente
30 g. di burro

Procedimento:

Preparare la frolla versando a fontana la farina sulla spianatoia, al centro inserire lo zucchero, le uova leggermente sbattute, lo strutto la buccia grattugiata di limone e il lievito o il bicarbonato di ammonio, impastare velocemente fino a far diventare l'impasto bello liscio e setoso, formare una palla, avvolgere in pellicola e mettere a riposare in frigo almeno per un'oretta, si può anche prepararlo la sera prima, tenendolo in frigo la notte.
Preparare la pasta di mandorle seguendo questo procedimento
Separare gli albumi dai tuorli .
Mescolare la pasta di mandorle con lo zucchero, aggiungere una spolverata di cannella, i tuorli ed amalgamare bene.
Montare a neve gli albumi ed incorporarli pian piano al composto di mandorle amalgamando dal basso verso l'alto.
Prepariamo ora i fruttoni.
Stendere la pasta frolla e foderare gli stampini, spalmare sul fondo un velo di cotognata e sopra uno strato spesso di crema alle mandorle.
Ricoprire bene ogni formina con altra frolla ed infornare a 180°per circa 40 min.
Sfornare e far raffreddare.
Sciogliere a bagno maria il cioccolato fondente con il burro, quando sarà leggermente denso spalmate tutti i fruttoni con una spatola o pennello. 

Queste le ricette del gruppo de L'Italia nel piatto:

Friuli Venezia Giulia Fegato di vigilia http://ilpiccoloartusi.weebly.com/f...
Liguria. colomba paradiso con gocce di cioccolato http://arbanelladibasilico.blogspot.com/...
Emilia Romagna: Torta tenerina di Ferrara http://zibaldoneculinario.blogspot.com/...
Toscana. Quaresimali alle nocciole. http://acquacottaf.blogspot.com/201...
Calabria.Bucconotti e varchiglie calabresi - http://ilmondodirina.blogspot.it/20...
Sardegna. PARDULE DI RICOTTA ( Pardulas de arrescottu) http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/...
Con questa ricetta partecipo all'evento #cioccolatoecaco de L'Italia nel piatto








sabato 26 marzo 2016

CUCINA REGIONALE: Agnello pasquale di pasta di mandorle


Caro agnellino, ma quanto mi hai fatto penà...?!

E vabbè, la ricerca di uno  stampo è stata negativa, giro di vari negozi, ma nulla!
Ma su dai...e che ci vuole a realizzarlo a mano?
Eh...na parola, ad un certo punto la voglia di mandare tutto all'aria è stata grande, mio figlio poi incalzava ...ma mamma sembra un maialinooooo!!!
Insomma non so quante volte l'ho modificato, ma alla fine...beh una parvenza di agnellino mi sembra che ci sia!

L'agnello pasquale di pasta di mandorle, fu inventato dalla badessa Anna Fumarola nel 1680 circa nel monastero benedettino di San Giovanni Evangelista di Lecce.
Un dolce prezioso che ancora oggi viene preparato dalle monache a Pasqua, a forma di agnello, simbolo cristiano che rappresenta il sacrificio di Cristo, mentre a Natale viene realizzato a forma di pesce che rappresenta Cristo e la ragione.
     
La pasta di mandorla, chiamata anche "pasta reale" è un dolce tipico  e molto antico del Salento, pare venisse preparata in Oriente e in Nord Africa anche prima del Medioevo mescolando miele e farina di mandorle.
Il periodo di maggior esaltazione di questo raffinato dolce fu l'età barocca, quando a Lecce si insediarono nei conventi e nei monasteri molti ordini religiosi di provenienza spagnola. Le monache, oltre alle offerte dei fedeli, vivevano anche grazie alla proficua attività di pasticceria che svolgevano nei loro laboratori e nelle loro cucine, producevano, ispirate anche da brave consorelle istruttrici di origine ispanica, ostie per l'eucarestia e dolcetti per i banchetti del vescovo, inoltre erano dedite alla preparazione di agnelli e pesci di pasta di mandorle che vendevano alle famiglie aristocratiche.
Per molto tempo questo dolce per la sua prelibatezza e per l'alto costo era detto "tuce te li signori" cioè dolce per i signori.

Ancora oggi in quasi tutte le pasticcerie di Lecce e provincia c'è un grande fermento nella preparazione di questo tradizionale dolce.

La pasta di mandorla salentina, si prepara con pari peso di zucchero e mandorle, anzi meglio ancora usare  800 g. di zucchero su 1 kg. di mandorle. 
La caratteristica dell'agnello pasquale (ma anche del pesce natalizio) oltre alla classica forma è il ripieno a base di confettura di pere o altra frutta e  faldacchiera ( una crema a base di uova),  c'è chi inserisce anche uno strato di pan di spagna o savoiardi imbevuti di liquore tipo Strega.
Buona Pasqua a tutti voi!


Un abbraccio MILENA
























Ingredienti

Per la pasta di mandorle:

1 kg. di mandorle pelate
1 kg. di zucchero (meglio 800 g.)
5-6 mandorle amare
acqua q.b.

Per la faldacchiera:

8 rossi d'uovo
8 cucchiai di zucchero

Inoltre:

confettura di pere (o altra frutta)
pan di spagna o savoiardi imbevuti di liquore Strega (a piacere)

Procedimento:

Macinare le mandorle fino ad ottenere una farina.
In un tegame mettere lo zucchero e coprire appena di acqua, far cuocere, quando lo zucchero fila aggiungere la farina di mandorle, continuare la cottura a fuoco lento e mescolando di continuo, la pasta è cotta quando si stacca dalle pareti del tegame e far raffreddare.
Nel frattempo preparare la faldacchiera: sbattere a lungo i rossi d'uovo con lo zucchero e poi metterli a cuocere a bagnomaria in una casseruola mescolando fino a quando diventa un composto consistente. Far raffreddare mescolando ogni tanto.
Sicuramente con uno stampo è molto più semplice dare la forma dell'agnellino, realizzarlo a mano è stato abbastanza difficoltoso...almeno per me!
Comunque sia, l'importante è creare un vuoto al centro della pancia da poter riempire con uno strato di pan di spagna o savoiardi imbevuti di liquore (facoltativo), uno strato di faldacchiera e uno strato di confettura di pere, poi chiudere con altra pasta di mandorle.
Infine con una sac a poche riempita di pasta di mandorle che avrete tenuto da parte si decora creando ciuffettini a formare il vello dell'agnellino, due chiodi di garofano a formare gli occhi,  si completa legando un fiocco rosso intorno al collo.


Con questa ricetta partecipo per la Puglia all'evento #RicettePasquali  organizzato dal gruppo de L'Italia nel piatto





mercoledì 2 marzo 2016

Le ricette pasquali per L'Italia nel piatto

Oggi con questo post volevo ringraziare tutti i partecipanti all'evento di febbraio, organizzato da "L'Italia nel piatto", che aveva come tema le "Verdure invernali" e che hanno aderito a questa iniziativa con  numerose  ricette della tradizione gastronomica della nostra bella penisola!
Le ricette vincitrici a pari merito sono state due, complimenti a Emanuela del blog Ricette fuori fuoco con Cardi al forno con acciughe e pinoli ed Enrica del blog Una cena con Enrica con La farinata toscana!
Non fatevi sfuggire queste due ricette, potete andare a curiosare qui nel blog de L'Italia nel piatto !

A marzo invece?
Beh... altro giro, altro evento e questa volta non poteva che essere le #RicettePasquali!
Si avvicina la Santa Pasqua ed ogni regione sicuramente ha la propria tradizione a tavola e voi...che aspettate a farci conoscere i vostri piatti della tradizione pasquale?
La condivisione delle ricette tipiche e tradizionali è anche un modo per tenerle vive nel tempo!

Potete postare le vostre ricette tradizionali pasquali ed avere tutte le informazioni per partecipare all'evento di marzo cliccando qui sulla pagina dell'evento https://www.facebook.com/events/518012705040032/?active_tab=highlights



Sei foodblogger? Dal 2 al 26 marzo partecipa con una RICETTA REGIONALE (della tua o di un'altra regione) che abbia come tema le#RicettePasquali regionali e avrai la possibilità di ottenere una condivisione sui social, sulla pagina Facebook e, a fine mese, sul blog L'Italia nel piatto. La foto della ricetta migliore sarà pubblicata sulla copertina della nostra pagina il mese successivo. Queste le poche, semplici regole:
1) La ricetta e la foto devono essere tue e appartenere al tuo blog o sito.
2) La ricetta e la foto devono essere pubblicate sul tuo sito o blog dal 2 al 26 marzo 2016. Valgono anche ricette già pubblicate in precedenza, a patto che vengano ripubblicate. Nella tua ricetta di' che partecipi all'evento #Ricettepasquali dell'Italia nel piatto, scarica il banner, cioè la copertina di questa pagina e inseriscila nella ricetta. 
3) Fai un post in questa pagina dell'evento, con la fotografia del piatto realizzato e con il link alla ricetta nel tuo blog o sito.
4) Nel testo del post scrivi con hashtag #RicettePasquali e la regione per cui partecipi.
E ora buon lavoro! Ti aspettiamo!
P.S. Ricorda che la ricetta deve essere REGIONALE!

Grazie a tutti

un abbraccio MILENA



martedì 23 febbraio 2016

CUCINA PUGLIESE: Cime cicorie con polpettine in brodo


In Puglia fra i piatti di terra dominano soprattutto quelli a base di verdure e le cicorie, insieme alle cime di rape, la fanno da padrona sulle nostre tavole!
Avevo già postato qui un piatto tipico e tradizionale barese, le cicorielle selvatiche con il brodo, oggi invece vi propongo un'altra versione, sempre tipica, le cime cicorie (Catalogna) in brodo arricchite con polpettine di carne, un piatto unico, nutriente e sostanzioso, perfetto per questa stagione e che spesso attira anche i più piccoli, un po' avversi alle verdure ma che  invece si deliziano proprio per la presenza delle polpettine di carne!
E che dire poi delle cime cicorie mangiate crude? Adoriamo sgranocchiare questa verdura durante i pasti e specialmente nei pranzi delle feste non mancano mai sulla nostra tavola! 

un abbraccio MILENA

Cime cicorie con polpettine in brodo














Ingredienti:

1,5 kg. di cime cicorie catalogna

per il brodo:

1,5 l. di acqua
2 carote
1 cipolla
1gambo di sedano
5-6 pomodorini ciliegini
sale
un filo di olio evo

per le polpettine:

200 g. di carne trita di vitello
2 uova
pecorino o grana grattugiato
pangrattato
prezzemolo
sale
pepe

Procedimento:

Pulire le cicorie eliminando le foglie più dure, tagliare eventualmente in due e nel senso della lunghezza le cime più alte, lavare ripetutamente in acqua fredda, scolarle e metterle a bollire in un tegame con acqua, poi scolarle e tenerle da parte.
Nel frattempo preparate il brodo con tutti gli odori, il sale e un filo di olio evo, preparare anche le polpettine che devono essere piccole, quando il brodo è pronto, filtrarlo  (io evito questo passaggio perchè mi piace gustare il brodo anche con gli odori) ed aggiungere le polpettine che porterete a cottura, ci vorranno pochi minuti,
Versare poi nei piatti le cime cicorie ben scolate dall'acqua e condirle con il brodo e le polpettine, il brodo non deve affogare le cicorie e le polpettine ma solo condirle, aggiungere infine una bella manciata di formaggio grattugiato.


Con questa ricetta partecipo per la Puglia all'evento #VerdureInvernali organizzata dal gruppo de L'Italia nel piatto e che ha lo scopo di promuovere, divulgare e condividere le ricette tradizionali regionali!
E voi cosa aspettate? Saremo lieti di conoscere anche le vostre ricette tradizionali della vostra regione ma anche di un'altra regione...avete tempo fino al 26 Febbraio...forza!

Qui trovate il regolamento:
http://litalianelpiatto.blogspot.it/2016/02/novita-nel-piatto.html
e qui potete postare le vostre ricette:
https://www.facebook.com/events/757405254359477/


Vi aspettiamo

un abbraccio MILENA

martedì 2 febbraio 2016

Le verdure invernali per "L'Italia nel piatto" e....una bella novità!



Una bella novità per chi segue la rubrica "L'Italia nel piatto", che oggi cambia formula e sarà aperta a tutti gli appassionati di ricette regionali, tradizionali e tipiche della propria terra ma anche a chi vuole cimentarsi a realizzare piatti caratteristici di altre regioni! 

Siete tutti invitati con vero piacere  a partecipare numerosi a questa vetrina che metterà in bella mostra i meravigliosi piatti della nostra tradizione italiana!

Questa iniziativa nasce soprattutto per l'amore e la passione per le ricette di una volta, quelle ricette tradizionali tramandate nel corso degli anni dalle nostre mamme, zie e nonne oppure scoperte dopo ricerche su vecchi libri di cucina.
Saremo ben felici di condividere tutte queste ricette ricche di storia per mantenerle vive nel tempo con questo appuntamento dell'Italia nel piatto!

Come dicevo prima la rubrica cambia formula, tutti sarrete liberi di pubblicare le ricette a piacere dal 2 al 26 del mese.

Vediamo ora in dettaglio come partecipare:

Sei foodblogger? Dal 2 al 26 febbraio partecipa con una RICETTA REGIONALE (della tua o di un'altra regione) che abbia come tema le #VerdureInvernalie avrai la possibilità di ottenere una condivisione sui social, sulla pagina Facebook e, a fine mese, sul blog L'Italia nel piatto. La foto della ricetta migliore sarà pubblicata sulla copertina della nostra pagina il mese successivo. Queste le poche, semplici regole:
1) La ricetta e la foto devono essere tue e appartenere al tuo blog o sito.
2) La ricetta e la foto possono essere state pubblicate sul tuo sito o blog in precedenza oppure comparire dal 2 al 26 febbraio 2016.
3) Fai un post nella pagina dell'evento,#VerdureInvernali con la fotografia del piatto realizzato e con il link alla ricetta nel tuo blog o sito.
4) Nel testo del post scrivi con hashtag #VerdureInvernali.


P.S. Sono ammesse PICCOLE VARIAZIONI rispetto alla tradizione e sarà gradita la tua partecipazione con più di una ricetta.  

Ti aspettiamo per partecipare all'evento #VerdureInvernali

Un abbraccio MILENA

sabato 2 gennaio 2016

CUCINA PUGLIESE: Le sgagliozze baresi

Oggi si riparte con la rubrica L'Italia nel piatto, primo appuntamento del 2016, con un tema particolare: le farine speciali!

La polenta al sud?!
Ebbene si...a Bari vecchia è il classico cibo da strada a cui è impossibile resistere!

Ma vediamo con ordine:
il 6 dicembre si festeggia San Nicola che è anche il  patrono di Bari, la chiesa in questo giorno celebra la festa liturgica di San Nicola, chiamata dai baresi " Festa granne" (Festa grande) perchè a differenza della festa patronale che si organizza nella prima decade di Maggio, questa del 6 dicembre è propriamennte dei baresi che la sentono più vicina, più familiare, più circoscritta soprattutto i barivecchiani.
Da secoli, ogni 6 dicembre e nel cuore della notte, migliaia di baresi provenienti dai vari quartieri limitrofi, raggiungono la città vecchia accolti dai barivecchiani che già da quell'ora animano le varie corti, le strade, le viuzze, le piazze.
La basilica, puntuale alle ore 4.30, apre i battenti per raccogliere i fedeli e con i rintocchi delle campane annuncia che "la festa granne, la festa de le barise" sta per cominciare. Alle ore 5,00 c'è la prima messa in onore del Santo Patrono, la chiesa è stracolma di gente.
Leggenda vuole che, prima e dopo la funzione religiosa, nella cripta, scendendo dalla scala di destra, si notavano donne "vacandìne" (ragazze nubili) e non poche "vacandìne granne" (zitelle) che espletavano il rito dei tre giri intorno alla colonna di porfido rosso, nella speranza che San Nicola facesse trovare loro un buon marito.
Durante la giornata, nella città vecchia, si potevano gustare  le famose "sgagliozze" quadrotti di polenta fritta ed abbondantemente cosparsa di sale e che andavano appunto a confortare le "vacandìne".

Insomma, tutt'ora la tradizione delle sgaliozze permane ed addentrandosi nelle viuzze di Bari vecchia, si è subito assaliti dal profumo irresistibile di fritto...impossibile non fermarsi davanti ad una delle venditrici di sgagliozze, le "signore delle sgagliozze" per assaporare questi sfiziosi pezzi di polenta fritta offerti nei cartocci tutti unti!
Ormai, quello delle venditrici di sgagliozze è diventato un mestiere ed una passione che si tramanda di generazioni in generazioni soprattutto nei giorni di festa ed in inverno.

Sono degli ottimi stuzzichini da gustare con un aperitivo ma anche come antipasto magari spalmati con un buon formaggio cremoso...gustosi a tutte le ore!

Ma come è arrivata qui a Bari la farina di mais? Mah!

Intanto gustiamoci una bella sgagliozza...Buon anno a tutti...!

un abbraccio MILENA


Le sgagliozze baresi

















Questo post...più per raccontarvi la storia delle sgagliozze che non per la ricetta-non ricetta!

Ingredienti:

400 g. di farina di mais per polenta
1 e 1/2 di acqua
sale fino
olio per friggere

Procedimento:

Mettere a bollire l'acqua in una pentola, salare leggermente, quando bolle cominciare a versare la farina  girando sempre con un cucchiaio di legno, quando diventa abbastanza densa versarla ancora calda in una teglia rettangolare, livellare bene con una spatola fino a circa 1 cm. e far raffreddare bene.
Poi tagliare tanti quadrotti, friggerli in abbondante olio e spolverare di sale fino, vanno gustati subito ancora bollenti.

Andiamo a scoprire ora le ricette delle altre regioni:

Piemonte Pulenta e lat buij http://j.mp/polenta-latte

Liguria:    focaccia di granoturco (fugassa  de granon)   

Lombardia: La ricetta originale del Pizzocchero di Teglio®






Calabria 

Puglia: Le sgagliozze baresi 

Sardegna  TRUTA A MAZZ'E MENDULA Torta di mandorle o Trutta de sposus ( torta degli sposi ) http://dolcitentazionidautore.blogspot.com/2016/01/truta-mazze-mendula-torta-di-mandorle.html 




mercoledì 2 dicembre 2015

CUCINA PUGLIESE: Sannacchiùdere

Poche settimane...e Natale arriva!
E noi della rubrica regionale L'Italia nel piatto potevamo non proporre per questo mese un tema con le ricette natalizie? E certo che no, eccovi quindi suggerimenti, idee e consigli per la tavola delle prossime .feste.

Sulla mia tavola trovate i Sannacchiùdere,  un dolce tradizionale di Taranto e provincia, un dolce povero e di conseguenza preparato con pochissimi ingredienti, delle chicche uno tira l'altro!
Ho fatto una ricerca in rete e sui libri di cucina pugliese, beh la ricetta dei Sannacchiùdere che più mi ha convinta è quella di Ornella (tarantina doc) del blog Ammodomio , direi una ricetta perfetta questa di sua zia Rachele, grande cuoca...! Mi sono venuti buonissimi e friabilissimi...grazie Ornella ! Per Natale sicuramente ne farò in abbondanza, magari anche da regalare visto il successo in famiglia!

Pur assomigliando parecchio a Struffoli napoletani e Purcedhruzzi salentini, hanno ingredienti diversi, niente uova e lievito e neanche frutta candita o essenza di fiori d'arancia.

Sannacchiùdere...da dove deriva questo nome?
In dialetto tarantino "s'hanno a chiuder" cioè "si devono chiudere" in dispensa. Una leggenda narra che  una donna in tempi di povertà, con scarti di farina e pochissimi altri ingredienti, s'inventò questo misero dolce ma che poi, immerso nel miele, divenne  buonissimo tanto che la donna fu costretta a chiudere in dispensa i "Sannachiudere" per non farli finire troppo presto dai piccoli della famiglia che apprezzarono molto questo dolce.

Dal libro di cucina pugliese di L. Sada invece: il tarantino sannachiutele non è separabile dal sal. sandùcculi, dal greco medio sentokion cioè "capsula" "cassettina". Nella forma tarantina, che è la più diffusa in Puglia, si sovrappone "zanna", cioè "dente" (cfr. ferdin. sanagghjare (= dentatura) riferendosi alla forma, come a Carosino, Grottaglie, Manduria sono detti "vangali" (da "ganga", cioè molare, dente molare).

"L'Italia nel piatto" con questo appuntamento augura Buone feste a tutti voi...ci vediamo il prossimo anno...con altre puntate tutte da scoprire!

un abbraccio MILENA

Vediamo ora la ricetta
SANNACCHIUDERE









Questi solo con zucchero a velo









Ingredienti:

500 g. di farina 00
50 g. di zucchero semolato
100 ml. di olio evo
mezzo bicchierino di anice
mezzo bicchierino di rum bianco (sostituibile con alcool per liquore)
vino bianco q.b. per impastare ( circa 1 bicchiere)
1 pizzico di sale, cannella, chiodo di garofano
1 buccia di mandarino e di arancia
olio evo per friggere ( io metà olio evo e metà strutto)
500 g. circa di miele
confettini colorati

Procedimento:

Mettere a scaldare i 100 ml. di olio evo con le bucce di mandarino e arancia, poi eliminare le bucce e far intiepidire.
Sulla spianatoia mettere la farina con lo zucchero, i liquori, i 100 g. di olio aromatizzato con le bucce di mandarino e arancia, sale, cannella, chiodo di garofano ed impastare con vino bianco fino a far diventare l'impasto morbido come quello degli gnocchi. tagliare dei pezzi, fare a rotolini e tagliare a tocchetti grandi quanto mandorle sgusciate, passarli sul dorso della grattugia proprio tipo gnocchi.
Friggerli in olio evo a poco per volta, scolarli e farli sgocciolare su carta da cucina.
Poi passarli man mano nel miele che sarà stato scaldato, adagiarli nel piatto da portata e decorare con confettini colorati.

Andiamo ora a curiosare nelle cucine delle altre regioni...quali saranno le loro specialità per il Natale?

Piemonte - Il torrone alle nocciole 

Liguria - Ravioli di pesce  

Lombardia - Bignolata mantovana 

Trentino Alto Adige - Weihnachtliches Früchtebrot

Friuli Venezia Giulia - Buaidnik 


Toscana - Cavallucci e berriquocoli di Siena

Umbria-  Pinoccate  

Marche I cavallucci di Apiro 

Abruzzo " Celli Pieni"dolci tipici della tradizione abruzzese   

Lazio: Ceciaroli 

Campania  Scialatielli bucati con i purptiell affugat

Basilicata Crispi lucani

Calabria Pitta mpigliata o pitta nchiusa  

Puglia: Sannacchiùdere

Sardegna - Pan'e Saba