lunedì 16 febbraio 2015

CUCINA PUGLIESE: Le cecuère salvàgge cu bbrote

Per l'appuntamento di oggi de "L'Italia nel piatto", il nostro gruppo vi propone piatti a base di Zuppe o Verdure, ideali da gustare in questo periodo.

Qui da me potrete assaporare un piatto tipico "Le cecuère salvàgge cu bbrote" ovvero "Le cicorielle selvatiche con il brodo" un piatto povero ma che vi assicuro ...è una coccola!

Le cicorielle selvatiche hanno un gusto piuttosto amarognolo che a me piace parecchio, forse non tutti gradiscono, ma mitigato dal sapore più delicato del brodo, ne fa un ottimo e salutare piatto.
Questa verdura cresce spontanea quasi dappertutto in Puglia e la si può trovare in quasi tutto il periodo dell'anno.
La gastronomia pugliese è ricca di piatti a base di cicorie, il tradizionalissimo piatto di "cicorie e fave", un tempo il cibo dei contadini, oggi ormai la fa da padrona sulle nostre tavole e nei ristoranti tipici alla moda!

Caratteristiche principali di questa verdura sono le sue proprietà terapeutiche su tutto l'organismo, in particolare è diuretica, abbassa la pressione, depura i reni, coadiuvante nella cura di problemi respiratori, dermatologici ecc., insomma una vera medicina naturale!


Un abbraccio MILENA


















Ingredienti:

Per il brodo:

1 osso di prosciutto o una cotenna di lardo o altra carne per brodo
1 costa di sedano
1 pugnetto di pomodorini d'inverno (al filo)
1 piccola cipolla
sale q.b.

Inoltre:

1 kg. di cicorielle selvatiche
formaggio pecorino grattugiato
fette di pane casereccio tostato

Procedimento:

In un tegame con abbondante acqua salata mettere la carne a bollire ed eventualmente schiumare, poi aggiungere  tutti gli altri  ingredienti per il brodo e far cuocere.
Nel frattempo pulire le cicorielle eliminando il torsolo ed eventuali foglie sciupate, lavarle ripetutamente (hanno sempre residui di terreno)  e metterle a lessare in abbondante acqua salata.
Una volta cotte, scolarle, sistemarle nelle fondine e condire con il brodo e una bella manciata di pecorino grattugiato e gustare con dell'ottimo pane casereccio tostato.






Ora...non perdetevi le gustose ricette delle altre regioni!

Valle d'Aosta:  Minestra di riso con porri e patate 

Trentino-Alto Adige: La mosa e la trisa
  
Friuli-Venezia Giulia: Jota alla triestina 

Veneto: La panada

Lombardia: La Büseca (Trippa)

Liguria:  Carciofi con piselli (articiocche con puisci)    http://arbanelladibasilico.blogspot.com/2015/02/litalia-nel-piatto-zuppe-e-verdure.html
   
Emilia Romagna: Zuppa di patate DOP di Bologna e polenta con gorgonzola

Toscana: Porrata bianca, ricetta fiorentina del '300



Abruzzo:Zucchine e Patate (Chicocce e patane) http://ilmondodibetty.it/zucchine-e-patate-chicocce-e-patane/ 


Lazio: Minestra di broccolo alla romana 

Campania:'Mbastuocchio vruoccl e rape e fasul

Basilicata: Pasta e patate con peperoni cruschi e ricotta salata

Puglia: Le cecuère salvàgge cu bbrote 

Calabria: Zuppa di fagioli, zucca gialla, funghi e borragine  http://ilmondodirina.blogspot.com/2015/02/zuppa-di-fagioli-zucca-gialla-funghi-e.html

Sicilia: Macco di fave e finocchietto selvatico
  


lunedì 2 febbraio 2015

CUCINA PUGLIESE: A Farnedd

Siamo entrati ormai nel clima festoso di Carnevale e noi del gruppo de "L'Italia nel piatto" oggi  vi proponiamo  tutta una serie di ricette dolci o salate tipiche del Carnevale!

Nella mia cucina trovate dei dolcetti a base di "Farnedd" o "Farinella" prodotto tipico di Putignano, bella cittadina posta su tre colli e famosissima per il suo Carnevale, il più antico d'Europa,  pare sia anche il più lungo visto che inizia il 26 dicembre.

Durante il 1300 ci furono violente invasioni Saracene che portarono terrore e morte fra la gente di Putignano e fu durante una di queste che alla popolazione venne una brillante idea, si cosparsero tutto il corpo con una polvere color nocciola mostrandosi agli invasori come mostri! I saraceni, spaventati e pensando che gli abitanti del paese fossero stati colti da una strana e grave malattia contagiosa, fuggirono via! Putignano fu salva!
Quella polvere misteriosa non era altro che la Farinella (a farnedd), uno sfarinato di ceci ed orzo pestati e tostati.
Insomma, la Farinella è un cibo antico dei nostri contadini, formava l'unico pranzo che si consumava durante i duri lavori nei campi, si portava appeso alla vita in un sacchetto di tela chiamato "u volz"e dapprima era mangiato al naturale in polvere, semplicemente con acqua, olio e sale oppure accompagnava fichi freschi o secchi.
Nel 1700, i maestri di cucina la proposero anche ai signori, sulla pasta al sugo, con le verdure, patate lesse ed anche come dolce mescolato allo zucchero.
Le sue origini sono così antiche tanto che, nel tempo, questo sfarinato si è associato anche al carnevale dando il nome alla maschera simbolo delle sfilate carnascialesche di Putignano, Farinella ha l'abito simile ad Arlecchino ma con un cappello da giullare con punte e campanelli. Originariamente i colori della maschera di Farinella erano bianchi e verdi, i colori della città ed il personaggio era rappresentato nell'atto di mettere pace fra cane e gatto che simboleggiavano i cittadini di Putignano.

Oggi sono ormai in pochi a conoscere questo gustoso prodotto e se non fosse stato per la ricerca effettuata in rete, anch'io sarei rimasta all'oscuro di questo profumato sfarinato.
La peculiarità di questo prodotto è quella di essere usata così com'è, in quanto tostata e non cruda, quindi ottima per accompagnare sughi, verdure lesse o patate.

Sono riuscita a comprare la farinella da un produttore di Putignano, forse l'unico rimasto, che munito di una macina in pietra, riesce ancora a donarci la tradizione della nostra terra!
E da lui ho ricevuto la ricetta di questi dolcetti che vi propongo oggi!

Un abbraccio MILENA

Notizie prese qui

Dolcetti di farinella












Ingredienti:

500 g. di farinella mista di ceci ed orzo
275 g. di burro
175 g. di zucchero
2 uova
1 tuorlo
1 buccia di limone grattugiato
1 buccia di arancia grattugiata
1 pizzico di cannella
latte q.b (se occorre)

Procedimento:

In una coppa lavorare il burro a crema, aggiungere lo zucchero, le uova, la buccia grattugiata di limone ed arancia e cannella.
Mescolare e versare il tutto al centro della farina.
Impastare, formare una palla e far riposare per un po'.
Poi stendere l'impasto e dare la forma a vostro piacere.
Infornare a 160° per circa 15 minuti.


E questi invece sono dolcetti di farinella al vincotto di fichi











Ingredienti:

farinella e farina integrale q.b.
250 ml. di vincotto di fichi
50 g. di noci tritate
25 g. di zucchero
7 g. di ammoniaca
1 pizzico di cannella
buccia di arancia e limone grattugiato

In una zuppiera versare il vincotto di fichi, aggiungere le noci tritate, ammoniaca, cannella, buccia di arancia e di limone grattugiati, amalgamare e versare le farine fino ad ottenere un impasto consistente, stendere l'impasto e formare i dolcetti con le formine.
infornare a 160° per circa 15 minuti.

Ricetta presa qui






Ed ora non lasciatevi sfuggire le ricette tipiche delle altre regioni:


Trentino-Alto Adige:  Frittelle di mele trentine
  
Friuli-Venezia Giulia: Rafioi o ravioli di Carnevale

Veneto: Lattughe e frigole de carneval 

Lombardia: Chiacchiere milanesi

  

Toscana: Berlingozzi (detti anche zuccherini)

Umbria: Strufoli http://www.dueamicheincucina.ifood.it/2015/02/strufoli-per-l…lia-nel-piatto.html 

Abruzzo: Cestini di Cicerchiata http://ilmondodibetty.it/cestini-di-cicerchiata/ 



Campania: Sanguinaccio con il sangue di maiale
Basilicata: Polpette di pane e patate 





Il vincitore del contest di Gennaio per le ricette con la frutta secca è franca del blog Cannella e gelsomino con i suoi meravigliosi "mucatoli" http://cannellaegelsomino.blogspot.it/2015/01/i-mucatoli.html!!!